30 luglio 2021
Aggiornato 03:30
Dopo la denuncia del quotidiano britannico Guardian

La Nato indagherà sugli africani lasciati morire

L'Unhcr chiede incontro con i vertici dell'alleanza. Solo 11 persone sono sopravvissute su 72

ROMA - La Nato avvierà un'indagine dopo la denuncia mossa oggi dal quotidiano britannico Guardian, secondo cui unità militari dell'Alleanza atlantica avrebbero lasciato morire di fame e sete 61 immigrati africani partiti dalla Libia alla volta di Lampedusa. Sul tema è intervenuto anche l'Unhcr, che senza pronunciarsi sull'episodio ha definito «inconcepibile» il fatto che un'imbarcazione di immigrati possa essere lasciata andare alla deriva «per settimane».

La vicenda risale alla fine di marzo, quando una barca con 72 persone a bordo, tra cui donne, bambini e rifugiati politici, rimase alla deriva per 16 giorni, in attesa di soccorsi, prima di essere risospinta dalle correnti in Libia. Solo 11 persone sono sopravvissute, anche se una di queste è morta subito dopo l'approdo, e una seconda è deceduta alcuni giorni dopo in prigione a Zeitan, in Libia.

Stiamo cercando di verificare» la notizia, ha detto un portavoce della Nato, citato dai media spagnoli, aggiungendo che sono in corso accertamenti per capire quali unità militari si trovassero nell'area interessata alla fine di marzo. Le navi della Nato «conoscono il loro dovere di salvare vite umane in mare», ha sottolineato.

Stando all'indagine condotta dal Guardian, l'imbarcazione dei migranti, partita il 25 marzo dalla Libia, cominciò ad avere problemi dopo solo 18 ore di navigazione. Il 29 o 30 marzo, la barca si ritrovò accanto a una portaerei della Nato, da cui si alzarono in volo due jet, che volarono bassi sulla barca. I migranti sopravvissuti hanno raccontato di aver fatto cenni, mostrando anche i due neonati presenti a bordo, ma nessuno intervenne. Stando alle ricerche condotte dal quotidiano britannico, la portaerei in questione sarebbe la francese Charles de Gaulle. Le autorità francesi hanno inizialmente negato la loro presenza nella zona, ma di fronte ai riscontri mostrati dal Guardian un portavoce ha negato di rilasciare ogni commento.

E' davvero «inconcepibile» che nel Mar Mediterraneo «possano esserci imbarcazioni stracolme di migranti alla deriva per settimane» ha osservato commentando la notizia Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). «Stabilire le responsabilità non spetta a noi», ha affermato Boldrini... quello che noi possiamo fare è evidenziare che c'è un problema e fare in modo che si trovino le soluzioni, sollecitare un interessamento e maggiore attenzione. Infatti abbiamo anche chiesto un incontro con la Nato e su questo tema stiamo dialogando».