13 novembre 2019
Aggiornato 18:30
L'accusa

«Cameron sostiene la democrazia e vende armi nel Golfo»

Dopo la tappa in Egitto, oggi il premier britannico è in Kuwait: «Londra rispetta le norme che regolano la vendita di armi all'estero»

LONDRA - Vendere le armi ai regimi autoritari non contrasta con il desiderio di Londra di favorire «la costruzione della democrazia» in Medio Oriente. E' questa la linea difensiva scelta dal premier britannico David Cameron, accusato di usare il suo viaggio di quattro giorni nel Golfo per promuovere la vendita di armi. Cameron è infatti accompagnato dai dirigenti di otto aziende di armamenti, tra cui Bae Systems, Thales UK, QinetiQ e Rolls Royce, stando a quanto precisato oggi dal Times.

Dopo la tappa di ieri in Egitto, oggi Cameron parteciperà alle cerimonie in programma in Kuwait per il 20esimo anniversario della fine della prima guerra del Golfo. Durante il viaggio, organizzato inizialmente per favorire gli interessi commerciali di Londra, Cameron ha difeso la decisione di portare con sè gli imprenditori: «Abbiamo rapporti di difesa molto forti con i Paesi della regione, alcuni dei quali sono molto importanti per il Regno Unito». La visita di Cameron coincide con una delle fiere annuali più grandi dedicate alla difesa, in programma ad Abu Dhabi.

Il premier ha quindi sottolineato il rispetto di Londra delle norme che regolano la vendita di armi all'estero, precisando che il Regno Unito chiede garanzie sul fatto che gli armamenti non vengano usati per reprimere le rivendicazioni di diritti umani. Tuttavia, ha ammesso, Londra non può garantire che i Paesi mantengano poi queste promesse. Nei giorni scorsi, il Regno Unito ha revocato diverse licenze di vendita di armi al Bahrein e alla Libia.