31 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Stati Uniti

Giudice blocca la ricerca sulle staminali, comunità medica delusa

Le nuove norme proposte dal Presidente Obama sono in contrasto con la legge che protegge gli embrioni

NEW YORK - Non è bastato neppure l'appoggio del presidente americano Barack Obama, la ricerca sulle cellule staminali ricavate da embrioni ha incontrato un nuovo ostacolo. Un giudice federale di Washington, ieri, ha deciso di sospendere le nuove norme previste dal governo del presidente sulle staminali, e in conseguenza di questo, ha bloccato i finanziamenti federali agli istituti di ricerca che le utilizzano.

ACCOLTO IL RICORSO - Il giudice, Royce C. Lamberth, ha accolto il ricorso presentato da James Sherley, un ex ricercatore del Massachusetts Institute of Technology e altri, che si oppongono all'utilizzo di embrioni residuo delle cliniche della fertilità per ricavare cellule.
Nelle quindici pagine della sentenza il giudice dice che le nuove norme che prevedono i finanziamenti federali per la ricerca violano la legge che vieta la distruzione di embrioni. E si spinge oltre: finanziando la ricerca sulle cellule ricavate da embrioni il governo penalizza altri ricercatori che utilizzano metodi meno controversi, come le cellule staminali estratte dal midollo spinale di persone adulte, un settore che non avrebbe accesso ad adeguati finanziamenti.

DELUSIONE - La sentenza ha seminato scompiglio nelle cliniche universitarie americane, in particolare ad Harvard, uno degli atenei che ricevono finanziamenti pubblici per la ricerca. I vice rettore Kevin Casey si dice «profondamente deluso». Ma resta incertezza sul reale effetto dell'ingiunzione del giudice: devono essere bloccati progetti di ricerca in atto, o la sospensione vale soltando su quelli futuri? La sentenza è un «passo indietro» per Leonard Zon, direttore del programma di ricerca sulle staminali del Children's Hospital di Boston. La cosa peggiore è la confusione che crea.
Non parla per ora invece Sherley, in vincitore, uno dei ricercatori del Boston Biomedical Research Institute. Nel 2007 fece uno sciopero della fame di 12 giorni per protestare contro il mancato sostegno del Mit alle sue iniziative contro i finanziamenti alle staminali. Sulla polemica pesava, agli occhi di Sherley, anche il sospetto di razzismo, allora l'unico afroamericano nella facoltà di ingegneria biologica.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal