14 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Rottura delle relazioni diplomatiche

Chavez: la guerriglia colombiana riconsideri la sua strategia

Così non sarà più un «prestesto» USA per penetrare nel paese

CARACAS - I guerriglieri colombiani dovrebbero «riconsiderare la loro strategia (di lotta, ndr) armata» per evitare di fungere da «pretesto» alla «penetrazione» degli Stati Uniti in Colombia: è quanto ha affermato ieri sera il presidente venezuelano Hugo Chavez, il giorno dopo la sua rottura unilaterale delle relazioni diplomatiche con la Colombia.

Il leader della sinistra radicale latino-americana, accusato da Bogotà di dare ospitalità a dirigenti e combattenti delle Forze armate rivoluzionarie di Colombia (Farc), ha sottolineato come la guerriglia non abbia fatto registrare alcuna evoluzione, rimanendo immobile dagli «anni sessanta». «Credo che la guerriglia colombiana debba considerare seriamente l'appello che alcuni di noi hanno lanciato. Il mondo oggi non è lo stesso mondo di quello degli anni sessanta», ha dichiarato il capo di Stato venezuelano.

«Credo che non esistano le condizioni in Colombia affinché (i guerriglieri, ndr) possono prendere il potere in un futuro prevedibile. In cambio, sono diventati il principale pretesto per l'impero (gli Stati Uniti, ndr): penetrare completamente in Colombia e da essa, attaccare il Venezuela, l'Ecuador, il Nicaragua e Cuba», ha aggiunto Chavez.

Venezuela e Colombia sono ai ferri corti dopo che Bogotà ha accusato Caracas, dinanzi all'Organizzazione degli Stati americani, di dare rifugio ad alcuni capi della guerriglia colombiana - cinque alti dirigenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e dell'Esercito di liberazione nazionale (Eln) - oltre che a circa 1.500 ribelli. Bogotà vorrebbe inoltre denunciare Caracas alla Corte penale internazionale.