28 maggio 2020
Aggiornato 19:30
«Come fare bomba in cucina»

Al Qaida lancia il suo giornale online

Si chiama «Inspire» ed è gestito dallo Yemen

NEW YORK - Al Qaida ha lanciato il suo primo giornale online in lingua inglese. La rivista si chiama Inspire ed è gestita dal ramo dell'organizzazione terroristica che ha sede in Yemen, responsabile del fallito attentato del Natale scorso contro un aereo diretto negli Usa.

L'iniziativa rivela l'intento dell'organizzazione di estendere la propria influenza all'interno degli Stati Uniti e dell'Europa. «Questa nuova rivista è chiaramente rivolta ad aspiranti jihadisti negli Stati Uniti e nel Regno Unito, che potrebbero emulare l'omicida di Fort Hood o l'attentatore di Times Square», sottolinea l'ex agente della Cia Bruce Riedel, oggi studioso della Brookings Institution.

La rivista è composta da 67 pagine, ma risultano leggibili solo le prime tre, stando a quanto riferito dal gruppo di intelligence SITE, che supervisiona i movimenti dei jihadisti sul web e che ne ha ottenuto una copia. Sfogliando l'indice si trovano articoli come 'Fare una bomba nella cucina di tua madre', in cui si afferma di poter garantire «un manuale dettagliato e conciso, facile da comprendere, su come confezionare una bomba usando gli ingredienti che si trovano in ogni cucina».

«Inoltre invitiamo i nostri lettori a inviarci i propri articoli, commenti o suggerimenti», si legge ancora nell'introduzione. Artefice dell'intento propagandistico di al Qaida è Anwar al Awlaki, l'imam radicale nato negli Stati Uniti che oggi vive in Yemen. Le autorità ritengono che i suoi sermoni, diffusi su internet in lingua inglese, abbiamo ispirato diversi progetti di attentato negli Stati Uniti. Secondo l'intelligence americana, l'imam avrebbe avuto forti legami con gli attentatori dell'11 settembre, con Umar Farouk Abdulmutallab, il cittadino nigeriano che ha tentato di far esplodere a Natale un aereo diretto a Detroit, e con Nidal Malik Hasan, lo psichiatra che ha ucciso 13 persone a Fort Hood lo scorso novembre.

Sulla rivista compare anche un articolo di al Awlaki, intitolato 'Possano le nostre anime essere sacrificate a te', ma non è stato possibile leggerlo nella versione della rivista oggi in circolazione. Fino ad oggi, al Qaida aveva fatto affidamento solo sui siti arabi per diffondere i propri messaggi, riuscendo a reclutare cittadini americani.

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