Cameron non vuole la scorta
Intelligence preoccupata. Il premier britannico non vuole rinunciare neppure al suo Blackberry
LONDRA - David Cameron fa le bizze: il neo premier britannico si rifiuta di circolare con al seguito la scorta in moto quando si trova nei pressi di Whitehall (la strada principale che porta da Parliament Square, sede del governo, verso Charing Cross) e, ancor di più, non vuole rinunciare al suo BlackBerry.
VULNERABILE - «I servizi di sicurezza - scrive oggi il Times - sono sempre più nervosi» e temono per «l'eccessiva vulnerabilità del primo ministro di fronte ai terroristi, ai pazzi isolati, ai pirati informatici».
Inoltre, se Cameron è a rischio, lo sono anche gli agenti a piedi che lo proteggono, i suoi interlocutori, i pedoni lungo la strada. Insomma, il comportamento del leader conservatore mina il messaggio del Governo riguardo alla sicurezza nazionale, in un momento in cui l'MI5, i servizi interni, pone a livello «alto» il rischio di un attacco.
«Delle due l'una», ha detto al Times un ex agente dei servizi: «Non può andarsene in giro come se fosse a un party quando poi gli aeroporti e il Parlamento sono circondati da blindati, barricate e poliziotti armati».
INSOFFERENZA ALLE SCORTE - I collaboratori più stretti del premier confermano la sua insofferenza per le scorte e le misure di sicurezza: «Appena può, cerca di uscire dalla bolla. E' solo una breve passeggiata fino al Parlamento. Ovviamente, se l'indicazione sarà assolutamente di un divieto, non lo farà, ma sarà recalcitrante».
I 'Camerons' non si sono trasferiti a Downing Street e anche il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, con la moglie, resiste all'idea di lasciare la sua casa di Notting Hill. Fonti dell'antiterrorismo sostengono che se le due famiglie non si trasferiranno, questo potrebbe costare milioni di sterline in nuovi dispositivi di allarme, telecamere e uomini di sicurezza.