7 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Mondo. Marocco

Caso Haidar, Rabat non cede: no a rimpatrio

Attivista saharawi ricoverata in ospedale per forti dolori all'addome in Spagna

LANZAROTE - Il governo marocchino non ha intenzione di permettere il ritorno in patria di Aminatu Haidar, l'attivistà saharawi espulsa dal Paese e attualmente in Spagna per il rifiuto opposto dal Marocco al suo rimpatrio.
«E' lei ad aver causato il problema, Marocco e Spagna le hanno proposto delle soluzioni che ha rifiutato», ha dichiarato il ministro dell'economia marocchino, Salaheddin Mezuar, mentre il quotidiano spagnolo El Pais riporta la notizia di un negoziato in corso con la mediazione statunitense per trovare una via d'uscita alla vicenda, nella giornata in cui l'attivista, in sciopero della fame da oltre un mese, è stata ricoverata in ospedale per dei forti dolori all'addome.

Secondo Rabat, Haidar - espulsa dal Paese al suo arrivo all'aeroporto di El Ayun, dopo una visita negli Stati Uniti dove aveva ritirato un premio - ha rinunciato volontariamente alla propria nazionalità marocchina e le è stato quindi ritirato il passaporto.

Il Sahara Occidentale, ex colonia spagnola, è stato annesso nel 1975 dal Marocco: situazione rifiutata dal Fronte Polisario per la Liberazione del Sahara Occidentale, che - appoggiato dal'Algeria - reclama l'indipendenza della regione. La lotta armata iniziata all'indomani dell'annessione è proseguita fino al 1991, data a partire dalla quale è entrato in vigore un cessate il fuoco negoziato dalle Nazioni Unite.

Non ha invece avuto successo il piano Baker - che prende il nome dall'ex segretario di Stato americano James Baker, all'epoca inviato dell'Onu per il Sahara Occidentale - proposto nel 2005 dalle Nazioni Unite e che prevedeva l'autodeterminazione per la regione nel giro di un anno e un referendum entro cinque anni per decidere l'annessione o meno al Marocco.

Accettato sia dal Polisario che dall'Algeria, il piano è stato infatti respinto dal Marocco; Rabat è contraria alla celebrazione di un referendum, giudicato «inattuabile», in particolare per il mancato accordo con il movimento indipendentista su chi abbia effettivamente diritto al voto: dopo l'annessione il Marocco ha infatti popolato la zona con numerosi coloni.