5 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Secondo il dossier il leader di Al Qaeda avrebbe potuto essere preso Tora Bora

Bin Laden, «Nel 2001 gli Usa a un passo dalla cattura»

Il rapporto del Senato americano: «Rumsfeld fermò l'operazione». Il fallimento 3 mesi dopo l'attaco alle Torri

WASHINGTON - Nel dicembre del 2001, assediato nelle montagne di Tora Bora, Osama bin Laden era al di là di ogni dubbio alla portata delle truppe statunitensi quando i comandanti sul campo presero le decisione di non inseguire il leader di Al Qaida: è quanto si legge in un rapporto della Commissione esteri del Senato americano, preparato su richiesta del suo presidente, l'ex candidato Democratico alla Casa Bianca, John Kerry.

La decisione di non insistere sulla cattura di Bin Laden, secondo il rapporto, ha poi contribuito in ultima analisi al rafforzamento dell'insurrezione afgana e ha informato i violenti scontri in atto in Pakistan.

Nessun ostacolo alla fuga - Il 16 dicembre del 2001 Osama, sottolinea il documento, «ha lasciato Tora Bora senza essere ostacolato in alcun modo ed è scomparso nelle zone tribali pachistane»: ma invece di mobilitare le migliaia di effettivi statunitensi presenti sul posto, solo un centinaio di commando, appoggiati da milizie afgane, cercarono di localizzare il leader di al Qaida.

Il rapporto si limita ad esaminare il corso delle operazioni militari, ma può essere letto anche come un avvertimento nei confronti di coloro che si oppongono a un rafforzamento della presenza militare statunitense in Afghanistan, sul quale dovrà pronunciarsi la prossima settimana l'Amministrazione Obama.

Il ruolo di Rumsfeld - Inoltre, punta l'indice contro alcuni dei dirigenti dell'Amministrazione Bush, in particolare l'ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld e l'allora Capo di stato maggiore unificato, generale Tommy Franks: «Il non aver eliminato Al Qaida sul campo di battaglia rappresenta un'opportunità perduta che ha cambiato per sempre il corso dei combattimenti in Afghanistan e il futuro del terrorismo internazionale».