21 aprile 2024
Aggiornato 22:00

Disastro metropolitana a Washington: 9 i morti

Collisione violentissima, shock nella capitale

WASHINGTON - Forse un problema di segnaletica, forse l'errore di un operatore: ma la collisione di due treni della metropolitana a Washington ieri ha ucciso certamente sei persone. La Cnn parla stamattina di 9 morti, e da ieri sera le autorità dei trasporti temevano che il bilancio salisse data la gravità dei feriti. Un convoglio è andato a sbattere nel retro di un altro ieri al culmine dell'ora di punta. Altre settanta persone sono ferite.

E' l'incidente più grave nei 33 anni della storia della metropolitana della capitale statunitense, un sistema piccolo ed efficiente che generalmente funziona come un orologio. C'erano stati già però degli incidenti mortali: nel 1996 una collisione uccise il conduttore di un convoglio; nel 2004 un altro scontro ferì 20 persone. Nel 1986, tre persone morirono per colpa di un interruttore malfunzionante su uno scambio.

L'impatto ieri è stato così violento che il convoglio ha quasi scavalcato il primo treno creando un groviglio di lamiere difficili da penetrare per i soccorritori. Oggi la stampa della capitale è piena di testimonianze dei sopravvissuti; Washington appare sotto shock, anche perché l'intero sistema dei trasporti è andato in tilt.

Fra le vittime anche Jeanice McMillan, 42 anni, la conduttrice del treno che è andato a sbattere nel primo convoglio, proprio fuori della stazione di Fort Totten, nell'area nord est della capitale.

L'inchiesta è passata nelle mani della National Transportation Safety Board, l'agenzia federale dei trasporti: una squadra sta cercando di capire quali dei sistemi di sicurezza non ha funzionato e perché. Nell'ora di punta tutti i treni dovrebbero essere azionati da sistemi automatizzati: gli spostamenti sono controllati dai computer e da una centrale operativa. Questo dovrebbe essere vero per tutti i convogli tranne quelli da otto carrozze, e i due entrati in collisione portavano sei carrozze ciascuno.

E' possibile dunque che uno dei convogli fosse operato manualmente, oppure - ed è l'ipotesi più inquietante - che il sistema computerizzato abbia fatto cilecca. Anche in questo caso gli operatori dovrebbero essere in grado di usare i freni di emergenza, e il secondo convoglio stava invece viaggiando ad alta velocità.