11 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

Casa Bianca decide pubblicazione 2000 foto abusi prigionieri

Compiuti da personale americano in Iraq e Afghanistan

Washington - Dopo i memorandum della Cia, la Casa Bianca ha deciso di rendere pubbliche anche 2.000 fotografie di presunti abusi sui prigionieri nelle carceri americane in Iraq e in Afghanistan. Le immagini, richieste come prove a carico in diverse cause intentate dall'American Civil Liberal Union, mostrano personale statunitense, soldati e guardie carcerarie, mentre umiliano e maltrattano i prigionieri e si riferiscono ad oltre 400 casi di abusi compiuti tra il 2001 e il 2005.

L'amministrazione Obama prevedeva inizialmente di pubblicare solo le 21 fotografie richieste dall'Aclu, ma il generale David Petraeus ha preteso invece che venissero rese pubbliche tutte le 2.000 immagini per «eliminare una volta per tutte la questione», precisa oggi il quotidiano britannico Telegraph.

«Queste immagini forniscono la prova visiva di come gli abusi sui prigionieri da parte del personale americano non fossero delle aberrazioni, ma fossero invece assolutamente diffuse e andassero ben oltre i muri di Abu Ghraib», sostiene uno dei legali dell'Aclu.

Lo scorso 16 aprile Barack Obama ha deciso di pubblicare quattro memorandum segreti sulle tecniche di interrogatorio utilizzate dalla Cia, che costituiscono la base legale a cui il suo predecessore, l'ex presidente George W. Bush, è ricorso per giustificare l'utilizzo della tortura negli interrogatori dei sospetti di terrorismo. Ma anche di non perseguire i funzionari Cia che li hanno applicati, garantendo loro l'immunità; e questa decisione ha fatto scandalo negli ambienti liberal.

Nel mirino adesso c'è la possibile istituzione di una commissione d'inchiesta sulla vicenda, che rischia di diventare un casus belli. Soprattutto per le conseguenze politiche che avrebbe. La Casa Bianca vuole tutelare i funzionari che hanno eseguito gli ordini, ma una commissione potrebbe attaccare i vertici politici da cui emanarono quegli ordini. Dall'ex segretario di Stato Condoleezza Rice, a quanto pare la prima a autorizzare le tecniche brutali, fino all'ex presidente George W. Bush.