21 agosto 2019
Aggiornato 00:30

Memo 2002 Usa: «informazioni inattendibili» con le torture (Wp)

Agenzia ammonì anche su rischio che soldati Usa fossero torturati

Washington - Nel 2002, un'agenzia dell'esercito Usa definì «tortura» le tecniche di interrogatorio usate contro presunti terroristi e ammonì i legali del Pentagono sul rischio che tali metodi producessero «informazioni inattendibili». Il memo di due pagine, inviato dall'agenzia Joint Personnel Recovery Agency (Jpra), è stato diffuso oggi dal Washington Post.

«Le conseguenze involontarie di una politica Usa che prevede la tortura per i prigionieri - ammoniva ancora l'agenzia - è che questa potrebbe essere usata dai suoi avversari per giustificare la tortura su personale Usa catturato». Non è chiaro, precisa il Wp, se questo documento sia mai arrivato ai più alti livelli dell'amministrazione Bush.

Il memo faceva parte di un alcuni documenti presentati nel luglio 2002, in cui si descrivevano le tecniche più dure usate contro gli americani nei conflitti del passato e gli effetti psicologici di tali trattamenti. La Jpra addestrava infatti i piloti e altri militari statunitensi a resistere alle pressioni psicologiche. Le due pagine del documento vennero fatte arrivare all'ufficio legale del Pentagono, incaricato all'epoca di valutare la legittimità del programma di interrogatori messo a punto dalla Cia, che prevedeva l'uso di 10 metodi coercitivi, tra cui il waterboarding, la tecnica che simula l'annegamento. Il memo venne poi inviato al Consigliere legale della Cia, John A. Rizzo, e da qui al Dipartimento della Giustizia.

Il Wp afferma che questo documento è stato citato nel rapporto presentato martedì scorso al Senato Usa, in cui sono stati precisati i metodi di interrogatorio usati dalla Cia ed è stato rivelato quando vennero usati per la prima volta. Secondo la relazione, i servizi segreti Usa chiesero infatti all'amministrazione di George W. Bush alla metà di maggio del 2002 di poter utilizzare la tecnica del 'waterboarding' nei confronti del presunto terrorista di al Qaida Abu Zubaydah.