12 marzo 2026
Aggiornato 11:39

Pirati, Capitano Usa cerca la fuga a nuoto: ripreso

Richard Phillips ancora ostaggio. Si cerca soluzione pacifica

MOGADISCIO - Ha provato a fuggire dai suoi sequestratori tuffandosi in mare e nuotando verso la nave da guerra USS Bainbridge. Ma i pirati lo hanno ripreso e riportato a bordo della scialuppa di salvataggio sulla quale si sono rifugiati dopo il fallito assalto al cargo «Maersk Alabama», a largo delle coste somale.

Il capitano statunitense Richard Phillips è ancora nelle mani dei predoni del mare che due giorni fa hanno cercato di prendere il controllo del mercantile americano in rotta verso Mombasa. Ma gli uomini dell'equipaggio dell'Alabama sono riusciti a respingere l'assalto e a catturare alcuni pirati. Secondo una fonte alcuni assalitori sarebbero fuggiti portandosi dietro il capitano, mentre secondo un'altra fonte, sarebbe stato il capitano a consegnarsi nelle mani dei somali per evitare rappresaglie nei confronti dei marinai. Intanto, uno capo dei pirati somali, Abdi Garad, ha dichiarato all'agenzia di stampa France Presse di aver chiesto un riscatto per la liberazione di Richard Phillips.

«Per liberare il capitano chiediamo un riscatto e un lasciapassare per tutti gli uomini per tornare a casa sani e salvi», ha detto Garad, contattato al telefono dalla località di Eyl, uno dei principali covi dei pirati somali, a 800 chilometri a nord di Mogadiscio. Andrew Mwangura, coordinatore del programma di assistenza East African Seafarers ha fatto sapere che «alcune imbarcazioni di pirati si stanno dirigendo verso il battello di salvataggio, rimasto senza carburante, su cui sono rifugiati alcuni predoni con l'ostaggio Usa».

Ma «il coinvolgimento di altri pirati equivarrebbe a una sentenza di morte per tutti loro», ha sottolineato Mwangura. Nella zona, come riferito dal generale David Petraeus, responsabile del Centcom (il comando centrale degli Stati Uniti), stanno confluendo «diverse navi da guerra» anche se la soluzione pacifica della vicenda rappresenta sempre una delle priorità per Washington. Ieri, la Marina statunitense ha coinvolto l'Fbi, la polizia federale Usa, per avviare trattative per la liberazione dell'ostaggio. Intanto, il mercantile «Maersk Alabama» che trasporta aiuti per l'Uganda e la Somalia è in navigazione verso il Kenya, la sua originale destinazione.