osservatorio sul mercato immobiliare

Brexit e immobiliare, Nomisma: «Evidenti segnali di ripresa sul mercato. Ma la crescita è a rischio»

Nei primi tre mesi del 2016 si registra un +17,3% su base annua. Sono in aumento le compravendite delle abitazioni e prende quota il canone concordato per gli affitti. Ma la ripresa del settore teme il rischio brexit

ROMA - I primi mesi del 2016 hanno evidenziato segnali di ripresa, che sebbene ancora deboli, non sono più circoscritti al solo settore residenziale, ma hanno investito anche gli immobili per le imprese. E' la fotografia scattata dall'Osservatorio sul Mercato Immobiliare curato da Nomisma e presentato a Milano.

La ripresa del settore teme il rischio brexit
«I confortanti segnali di ripresa sul fronte delle compravendite - avverte Nomisma - potrebbero essere tuttavia annullati nei prossimi semestri da un quadro continentale connotato dal progressivo indebolimento delle prospettive di crescita", con l'inatteso risultato del referendum sulla Brexit che rappresenta un formidabile innesco di una nuova fase di incertezza e instabilità che contribuisce ad attenuare un ottimismo che sembrava riaffacciarsi dopo oltre 8 anni di recessione.

In aumento le compravendite delle abitazioni
Nel mercato immobiliare al dettaglio, i segnali più eclatanti provengono dalle compravendite di abitazioni (+3,6% nel 2014, +6,5% nel 2015). I primi tre mesi del 2016 hanno visto una crescita generalizzata di tutti i comparti, con un aumento del +17,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nello specifico +20,6% per il settore residenziale e +14,5% per quello commerciale, mentre il terziario presenta un debole +1,3%.

Ridimensionamento in 13 grandi città italiane
A distanza di 9 anni dall'inizio della crisi, il mercato delle compravendite nelle 13 grandi città italiane presenta un ridimensionamento del 40% nel segmento residenziale e del 50% degli immobili per l'impresa. Si nota, nel segmento uffici, un nuovo rallentamento dei mercati di Milano e Roma, mentre città come Genova, Napoli e Bologna presentano un trend moderatamente positivo.

Prende quota il canone concordato per gli affitti
Passando a considerare i contratti di affitto per abitazioni, nel 2015 ne sono stati sottoscritti una cifra di poco superiore al milione, di cui solo il 22% ascrivibili ai comuni «ad alta tensione abitativa». La tipologia prevalente è quella degli affitti a lungo periodo (60%), mentre i contratti transitori si attestano al 18% e al 20% le locazioni a canone concordato. Solo il 2,2% è rappresentato da affitti di natura agevolata per gli studenti. Dallo studio di Nomisma emerge come la locazione a canone concordato - nell'insieme dei 13 principali mercati monitorati - sta prendendo quota a scapito delle locazioni a canone libero.