21 luglio 2019
Aggiornato 10:30
Premio International Engine of the Year 2016

Della Ferrari il Motore dell'Anno... e non solo!

L'ultima edizione dell'International Engine of the Year ha visto trionfare il biturbo realizzato a Maranello per dotare le Ferrari 458 GTB, definito il migliore mai creato finora. Il fascino della Rossa, dunque, continua a brillare senza ombre, anche se i Carabinieri provano a fermare le supercar...

Un po' come Leonardo di Caprio con gli Oscar, anche la Ferrari aveva una nemesi: il premio International Engine of the Year, che nelle scorse edizioni era sempre sfuggito alla casa di Maranello. Ebbene, il 2016 ha infranto entrambi i tabù, perché come noto l'attore statunitense ha finalmente messo le mani sull'ambita statuetta, ma anche la Ferrari ha finalmente trionfato, e in grande stile, nella manifestazione che giudica i migliori motori prodotti nel corso dell'anno.

Ferrari sbanca. In realtà, il Cavallino Rampante non ha solo vinto, ma ha decisamente "sbancato" la manifestazione, che rappresenta uno dei momenti più importanti e prestigiosi per le case produttrici e che premia i migliori prodotti dell'anno, valutati da una giuria composta da 63 giornalisti provenienti da ben 31 Paesi differenti. In questa diciottesima edizione, infatti, il V8 biturbo 3.9 da 670 CV della 488 GTB della Ferrari ha conquistato 331 punti, distanziando i rivali tre cilindri turbo 1.5 della BMW i8 (278 punti) e il flat six turbo 3.0 della Porsche 911 (267), ma soprattutto portando in Italia per la prima volta l'ambito riconoscimento globale, oltre che i premi di categoria (in questo caso, ben tre per il V8 e uno per un altro motore di Maranello, il V12 6.3). A rendere ancora più forte il senso dell'impresa, bisogna ricordare che era ormai da otto edizioni che non veniva premiato un motore maggiore di 4 cilindri, mentre per trovare un vincitore con più di 6 bisogna risalire addirittura a dieci anni fa.

Sogno ancora vivo. Questa notizia non fa che confermare come le vetture Ferrari possano fregiarsi a pieno titolo del nome di "supercar", sia per l'aspetto tecnico che, forse in misura anche maggiore, per il fascino estetico. Lo stesso dimostrato anche in pista in Formula Uno, che non è stato scalfito neppure dalle difficoltà degli anni ultimi, come dimostra, ultimo solo in ordine di tempo, Romain Grosjean. Il pilota francese della Haas, che ben si sta comportando nel mondiale di quest'anno, continua infatti a guardare con speranza al posto di guida sulla monoposto del Cavallino Rampante, magari in sostituzione di Kimi Raikkonen nel 2017, al punto di commentare che la Ferrari è " Qualcosa di grosso, il team più importante: Vestire di rosso, guidare quella macchina, è unico", ricordando inoltre le parole di un altro pilota francese, quel Jean Alesi che sintetizzava "Prima ero solo un pilota di Formula 1, poi sono diventato un pilota Ferrari".

Esperienza unica. Insomma, mettersi al volante di una Ferrari è un sogno, un'esperienza che ogni amante delle quattro ruote vorrebbe compiere, almeno una volta nella vita. E che, in realtà, non è molto difficile da realizzare, grazie al sistema di noleggio messo a punto da Rse Italia, che consente di guidare una Ferrari per un intero giorno su una delle piste facenti parte del suo servizio. Il parco auto si compone, tra l'altro, non solo della Ferrari 488 GTB, ovvero del modello con il motore migliore del mondo, ma anche delle due produzioni antecedenti di Maranello, la Ferrari F 430 e la Ferrari 458.

Storica sfida. Proprio quest'ultima supercar è stata protagonista, nelle scorse settimane, di un curioso test drive sull'asfalto di Roma, in occasione di un evento collaterale del Supercar Auto show. La berlinetta, infatti, è stata "sfidata" dalla nuovissima Giulia Quadrifoglio in dotazione all’Arma dei Carabinieri, che monta un potentissimo motore V6 biturbo da 2.9 litri, per una dimostrazione dell'efficacia delle nuove vetture delle Forze dell'Ordine. In verità, non c'è stata competizione perché la «gazzella» è scattata subito in testa tra le curve del circuito, e il pilota della Rossa non ha lanciato l'assalto: di sicuro, però, sul rettilineo e in condizioni differenti il V8 avrebbe fatto sentire a pieno il suo rombo.