21 novembre 2019
Aggiornato 05:00
La norma nel dettaglio

Gli ecoreati punto per punto

Dopo l'approvazione definitiva da parte del Senato del disegno di legge, il codice penale si è arricchito di 5 nuovi delitti: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo, omessa bonifica.

ROMA – Dopo l'approvazione definitiva da parte del Senato del disegno di legge ecoreati, il codice penale si è arricchito di 5 nuovi delitti: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo, omessa bonifica.

LE NOVITA' GENERALI - Inoltre il ddl introduce l'aggravante ambientale che prevede un aumento di pena, da un terzo alla metà, quando un reato sia commesso per la commissione di un delitto contro l'ambiente. Non solo con gli ecoreati è previsto per i nuovi delitti ambientali il raddoppio dei termini di prescrizione e che alla condanna per tali delitti consegua l'incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione. Infine in caso di condanna o patteggiamento per uno dei nuovi delitti ambientali nonché per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti ambientali, il giudice dovrà sempre ordinare la confisca dei beni prodotto o profitto del reato o che servirono a commetterlo, salvo che appartengano a terzi estranei al reato; se la confisca non è possibile, il giudice dovrà ordinare la confisca per equivalente. Il condannato è obbligato al recupero e, ove possibile, al ripristino a proprio carico dello stato dei luoghi.

INQUINAMENTO AMBIENTALE - Con la modifica all'articolo 452 bis del Codice penale (Cp) è punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili dello stato preesistente «delle acque o dell'aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo» o «di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna»; aggravanti di pena sono previste se l'inquinamento riguarda specifiche aree protette nonché provochi lesione o morte di una o più persone. Nello specifico è prevista un'aggravante se dall'inquinamento ambientale derivi ad una persona una lesione personale (da 2 anni e 6 mesi a 7 anni), gli anni di reclusione salgono da 3 a 8 per una lesione grave, da 4 a 9 per lesione gravissima e da 5 a 12 in caso di morte. Nel caso gli eventi lesivi derivati dal reato siamo plurimi e a carico di più persone si applica la pena per il reato più grave aumentata fino al triplo, con il limite di 20 anni di reclusione. La pena viene diminuita dal 50 al 67 per cento in caso di reato colposo, il cosiddetto ravvedimento operoso (art. 452-decies), se il colpevole segnala subito la violazione e interviene immediatamente per risanare il luogo a sue spese. Previsto uno sconto di pena (da un terzo alle metà) anche per coloro che collaborano con le autorità ed evitano che i delitti contro l'ambiente siano portati a conseguenze ulteriori.

DISASTRO AMBIENTALE - E' punito con la reclusione da 5 a 15 anni chi altera abusivamente in maniera grave o irreversibile un ecosistema o compromette la pubblica incolumità (art. 452-quater). In particolare è punita un'alterazione irreversibile dell'equilibrio di un ecosistema; un'alterazione dell'equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; l'offesa all'incolumità pubblica determinata con riferimento sia alla rilevanza del fatto per l'estensione della compromissione ambientale o dei suoi effetti lesivi, sia al numero delle persone offese o esposte al pericolo. La nuova norma prevede una clausola di salvaguardia (fuori dai casi previsti dall'articolo 434), volta a differenziare il disastro ambientale dal delitto relativo al crollo di costruzioni o altri disastri dolosi (cd. disastro innominato) che ha finora svolto funzione di supplenza per la mancanza di uno specifico delitto di disastro ambientale. Anche il disastro ambientale prevede un'aggravante ove il danno si produca su un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico. Previsto il ravvedimento operoso.

TRAFFICO E ABBANDONO DI MATERIALE AD ALTA RADIOATTIVITA' - E' punito (art. 452-sexies) con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro il reato di pericolo di chiunque abusivamente «cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona materiale di alta radioattività ovvero, detenendo tale materiale, lo abbandona o se ne disfa illegittimamente»; specifiche aggravanti sono previste «se dal fatto deriva il pericolo di compromissione o deterioramento: delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna». Pene aumentate fino alla metà anche «se dal fatto deriva pericolo per la vita o per l’incolumità delle persone».

IMPEDITO CONTROLLO - La norma (art. 452-septies) punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque impedisce, intralcia o elude l'attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza e igiene del lavoro ovvero ne compromette gli esiti.

OMESSA BONIFICA - Introdotta dal Senato (art. 452-terdecies), punisce con la reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro chiunque, essendovi obbligato, non provvede alla bonifica, al ripristino e al recupero dello stato dei luoghi. L'obbligo dell'intervento può derivare direttamente dalla legge, da un ordine del giudice o da una pubblica autorità. Il provvedimento prevede due aggravanti: ecomafiosa (associazioni mafiose, a delinquere e se vi è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio) e ambientale (delitto contro l'ambiente). Previsto il ravvedimento operoso.