23 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Lariofiere Erba, Domenica 29 aprile 2012

La filiera corta in agricoltura: alla ricerca di nuove strategie

L'undicesima edizione di Agrinatura, la manifestazione dedicata ad agricoltura, natura e ambiente, organizzata da Lariofiere in collaborazione con le Province e le Camere di Commercio di Como e Lecco, si è aperta, domenica 29 aprile, alle ore 10, con una tavola rotonda su «La filiera corta in agricoltura»

COMO - L'undicesima edizione di Agrinatura, la manifestazione dedicata ad agricoltura, natura e ambiente, organizzata da Lariofiere in collaborazione con le Province e le Camere di Commercio di Como e Lecco, si è aperta, domenica 29 aprile, alle ore 10, con una tavola rotonda su «La filiera corta in agricoltura». Si è trattato di un confronto tra istituzioni, produttori, commercianti e consumatori sulle nuove strategie da usare per promuovere i prodotti locali. Alla tavola rotonda, coordinata dal giornalista Gianfranco Colombo, hanno partecipato l'assessore all'agricoltura della Regione Lombardia, Giulio De Capitani, l'assessore all'agricoltura della Provincia di Lecco, Fabio Dadati, il dirigente del settore agricoltura della Provincia di Como, Alfredo Motta, Giovanni Carmignani, membro della giunta per l'Agricoltura della Camera di Commercio di Como, Marco Caterisano, presidente Fipe Confcommercio Lecco,  Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti di Como e Lecco, Angelo Onesti, direttore di Confagricoltura di Como e Lecco, Adonis Bettoni, presidente Cia Alta Lombardia, Antonio Ciappesoni, presidente dell'Associazione provinciale allevatori di Como e Lecco, Marco Deghi, direttore  Latteria Sociale Valtellina, Marco Ruzza, direttore Ipermercato di Grandate, Carlo Cranchi, presidente della Federazione italiana cuochi della Regione Lombardia, Alfredo Gelmini, direttore Consorzio agrario di Como e Lecco, Annamaria Bianchi, consigliere del Consorzio «Sapori di terra, sapori di lago».

Dopo i saluti del presidente di Lariofiere, Giovanni Ciceri, l'assessore all'agricoltura della Regione Lombardia, Giulio De Capitani, ha aperto i lavori ricordando come quello della «filiera corta» non sia solo uno slogan, ma al contrario sia una realtà concreta fatta da produttori con tutte le carte in regola. In particolare ha poi osservato come la filiera corta vada valorizzata in un territorio come quello delle province di Como e Lecco. Nello scenario generale dell'agricoltura lombarda, l'assessore ha sottolineato come la Regione stia lavorando perché sia sempre più riconosciuto all'agricoltura il suo effettivo valore. Fabio Dadati, assessore all'agricoltura della Provincia di Lecco, ha evidenziato come l'agricoltura montana lecchese soffra nel confronto con i territori della pianura, storicamente vocati alle produzioni agricole, ma proprio per questo vadano ulteriormente valorizzate ed incentivate le produzioni locali. «La Provincia di Lecco – ha detto l'assessore – sta portando avanti alcune iniziative volte a sostenere e promuovere le produzioni tipiche locali. Ormai l'offerta di prodotti agricoli nel territorio lecchese è molto diversificata, basti citare l'olio d'oliva, il vino, i formaggi di latte vaccino e di capra, le verdure fresche. Noi stiamo lavorando per stimolare il consumo di questi prodotti».

Alfredo Motta, dirigente del settore agricoltura della Provincia di Como, ha voluto porre l'attenzione sulla qualità. «La nostra agricoltura non è difforme da quella di Lecco, non ci sono i grandi numeri. Proprio per questo dobbiamo puntare sulla qualità e sulla ricerca di spazi dove i prodotti del nostro territorio siano fatti conoscere ed ovviamente venduti». Sempre Motta ha ricordato, in questo contesto, la necessità di sostenere i produttori e favorire un sempre più stretto legame con i consumatori ed ha ricordato la nascita del mercato degli agricoltori di via Mentana a Como.

Sulla necessità di informare correttamente il consumatore si è soffermato Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti di Como e Lecco. «Solo se riusciremo a dare informazioni corrette sui nostri prodotti – ha detto Trezzi – potremo veicolare meglio le nostre produzioni. Inoltre è fondamentale far comprendere anche i risvolti salutari di beni che giovano anche alla salute di tutti noi». Sempre Trezzi ha poi ricordato come lo sviluppo della nostra agricoltura vada visto anche come un'occasione per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Angelo Onesti,  direttore di Confagricoltura di Como e Lecco, ha precisato di non considerare la filiera corta come la soluzione di tutti i mali per l'agricoltura. Ha comunque riconosciuto la sua importanza per due province come Lecco e Como. Ha poi precisato l'importanza di veicolare non solo beni ma anche servizi. In questo senso sarebbe fondamentale, sempre per Onesti, la presenza di un mercato agricolo in ogni comune; anche se resta poi la necessità di fornire al mercato un numero sufficiente di prodotti. Sottolineatura fondamentale è stata quella di Adonis Bettoni, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori dell'Alta Lombardia,  in merito alla salvaguardia dell'ambiente garantita dagli agricoltori.  «Nel prodotto – ha precisato Bettoni – non c'è solo il lavoro ma anche la garanzia della sostenibilità per un ambiente sempre più messo a rischio. In questo senso i consumatori devono essere sempre più attenti in merito a quello che arriva sulle loro tavole».

Direttamente coinvolto con tutti questi discorsi è Antonio Ciappesoni, presidente dell'Associazione provinciale allevatori di Como e Lecco, nonché ovviamente allevatore.  La sua prima osservazione è stata di tipo culturale, rilevando l'assenza completa o quasi dell'agricoltura nelle nostre scuole. «Solo se facciamo capire ai nostri giovani cosa sia l'agricoltura e dunque quale sia il valore dei nostri prodotti – ha detto Ciappesoni – potremo sperare di avere in un immediato futuro, dei consumatori coscienti e consapevoli». Inoltre, dopo aver una volta ancora ricordato i costi esagerati a cui un allevatore è sottoposto, ha osservato l'importanza dei distributori del latte crudo e la difficoltà di far capire la salubrità di un prodotto, il latte crudo appunto, che la grande industria ha fatto di tutto per delegittimare.

Interessante è stata l'esperienza  della Latteria Sociale Valtellina, riportata dal suo direttore Marco Deghi. A partire da questa realtà, che conta 55 soci, 400 clienti ed ha un fatturato annuo di 20 milioni di euro, Deghi ha precisato come la filiera corta sia un obiettivo primario per essere forti a casa propria. Ma ha anche osservato che questo non basta più e che per essere sempre più incisivi sul mercato occorra costituire dei progetti imprenditoriali di alto profilo.

E' stata poi la volta di Marco Ruzza direttore dell'Iper mercato di Grandate, una realtà del Gruppo Finiper, che ha 26 punti vendita in tutta Italia. Particolarmente significativa la sua presenza, visto il luogo comune che vede la grande distribuzione come l'alter ego, se non addirittura il «nemico» dei prodotti locali. Marco Ruzza ha invece precisato come anche la realtà della grande distribuzione stia cambiando ed ha sintetizzato l'esperienza dell'Iper di Grandate in cui c'è una grande attenzione e dunque grandi opportunità per l'agricoltura locale. «Noi – ha detto Ruzza – abbiamo una grande attenzione per le produzioni locali ed in questo usciamo da quelle che erano le logiche delle grandi produzioni. Siamo attenti alla stagionalità e cerchiamo di andare incontro a dei consumatori che sono molto cambiati e sono molto attenti alla qualità. Per questo noi siamo aperti a nuove collaborazioni ed alla ricerca di nuove partnership con i produttori locali».

Alfredo Gelmini, direttore del Consorzio agrario di Como e Lecco, ha espresso l'opinione della necessità per l'agricoltura delle nostre province, di approcciarsi in modo diverso alla distribuzione, alzando l'asticella dei suoi orizzonti. «Per questo - ha concluso - è necessaria una formazione specifica, che sappia elevare competenze e profili». Annamaria Bianchi, consigliere del Consorzio «Sapori di terra, sapori di lago», ha invece allargato il discorso all'aspetto sociale della cooperazione in agricoltura, ricordando come anche questo ambito possa divenire occasione di nuovi posti di lavoro e di conseguenza aumentare la valorizzazione del nostro ambiente.

Giovanni Carmignani, membro della giunta per l'Agricoltura della Camera di Commercio di Como, ha rilevato la fondamentale importanza per i produttori locali di aggregarsi e cercare insieme di dialogare col mercato. Infine, Marco Caterisano, presidente Fipe Confcommercio Lecco, e Carlo Cranchi, presidente della Federazione italiana cuochi della Regione Lombardia, hanno concordemente convenuto sull'importanza dei nostri prodotti, ma anche riconosciuto la difficoltà, a volte, di reperirli. In particolare Caterisano ha evidenziato come i turisti, soprattutto quelli stranieri, siano costantemente alla ricerca dei prodotti tipici.

In sede di conclusioni l'assessore Fabio Dadati ha sottolineato ancora una volta la necessità di difendere ed aiutare la filiera corta. «Si tratta – ha detto – di un tema anche culturale che ha una ricaduta notevole sull'uso migliore che dovremo fare del nostro territorio».

L'assessore regionale Giulio De Capitani, ha riscontrato l'estrema efficacia di questa tavola rotonda, che ha una volta di più evidenziato la necessità fondamentale dell'aggregazione tra i produttori da una parte, e, dall'altra, la migliore informazione nei confronti dei consumatori. In questo senso ha ricordato gli sforzi fatti dalla Regione Lombardia per una maggiore presenza dei prodotti locali nelle nostre scuole. Dopo aver ricordato l'importanza dei sedici distretti agricoli, nati in Lombardia, ha sottolineato come siano caduti due muri che sembravano indistruttibili. Innanzitutto quello dei rapporti tra parchi ed agricoltura e, non meno importante, quello della possibile collaborazione tra piccoli produttori e grande distribuzione.