22 settembre 2020
Aggiornato 22:30
World Economic Outlook

FMI: Ripresa globale a rischio, crescita giù a 3,3% nel 2012

La ripresa globale è minacciata dall'intensificarsi dei problemi dell'Eurozona e dalle fragilità riscontrate altrove. Inoltre, «le condizioni finanziarie si sono deteriorate, le prospettive di crescita si sono indebolite e i rischi di frenata sono aumentati»

NEW YORK - La ripresa globale è minacciata dall'intensificarsi dei problemi dell'Eurozona e dalle fragilità riscontrate altrove. Inoltre, «le condizioni finanziarie si sono deteriorate, le prospettive di crescita si sono indebolite e i rischi di frenata sono aumentati». E' quanto si legge negli aggiornamenti del World Economic Outlook, il rapporto che il Fondo Monetario Internazionale aveva diffuso a ottobre durante il meeting annuale a Washington. Tuttavia, dice il Fmi, «l'attività globale si è deteriorata, ma non è collassata» e molte economie avanzate sono riuscite a evitare un ritorno alla recessione.

In particolare, è atteso un rallentamento della crescita nelle economie avanzate ed emergenti determinata da un peggioramento del contesto esterno e dall'indebolimento della domanda interna. Secondo il Fmi, la sfida più immediata è «ristabilire la fiducia e mettere fine alla crisi dell'Eurozona sostenendo la cresciuta, favorendo aggiustamenti, contendo il deleveraging e garantendo maggiore liquidità e strategie monetarie accomodanti». Nelle economie avanzate, sarà necessario eliminare gli squilibri fiscali e riformare il sistema finanziario, al contempo sostenendo la ripresa.

Guardando ai numeri sull'economia globale, si rileva una significazione riduzione delle stime: dopo l'aumento del 3,8% nel 2011, è prevista una crescita del 3,3% nel 2012 e un +3,9 nel 2013 (cifre rispettivamente in calo dell'0,7 e dello 0,6% rispetto alle stime di ottobre). Per quanto riguarda invece le economie avanzate, il Fmi prevede ora una crescita dell'1,2% nel 2012 (lo 0,7% in meno rispetto alla precedente stima) e dell'1,9% nel 2013 (lo 0,5% in meno).

In un contesto del genere, caratterizzato da un sistema finanziario fragile, alti deficit e debiti pubblici e tassi di interesse vicini allo zero, sono necessari aggiustamenti sostenuti ma graduali, alti livelli di liquidità, politiche monetarie accomodanti e una maggiore fiducia nelle capacità di azione dei Governi. Secondo il Fmi, «servono nel breve termine aggiustamenti fiscali sufficienti, politiche monetarie che sostengano la crescita finché l'inflazione sarà sotto controllo e il tasso di disoccupazione sarà alto». Inoltre se a livello bancario sono necessari maggiori capitali, su un piano più generale bisogna «ricostruire la fiducia nell'euro».