29 novembre 2022
Aggiornato 19:30
Ricerca della Confcommercio

In sofferenza l'80% delle imprese al Sud

Ma la metà degli imprenditori ha ancora fiducia. Ora cantieri per le strade, no al Ponte sullo Stretto. Serve un contrasto deciso alla criminalità per una ripresa della competitività. Prioritari i tagli ai costi della politica, nuove politiche per lavoro, turismo e innovazione

ROMA - Nonostante più dell'80% delle imprese del Mezzogiorno abbia subito i contraccolpi della nuova crisi, oltre la metà (54%) continua a nutrire fiducia nella propria capacità di superare le attuali difficoltà; tra le principali conseguenze dell'attuale fase economica, le imprese segnalano, in particolare, il calo delle vendite (fenomeno avvertito da quasi i 3/4 delle imprese e che trova riscontro anche nella contrazione dei ricavi nel corso del 2011 per il 60% delle imprese), l'aumento dei prezzi praticati dai fornitori (38,5%) e l'aumento dei ritardi dei pagamenti.
Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono da un'indagine sulla crisi e le richieste delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche di Mercato che sarà al centro degli Stati Generali della Confederazione che si svolgeranno martedì prossimo a Napoli, alle ore 10.30, presso la Camera di Commercio.
Dall'indagine emerge anche che fra le misure anticrisi sono considerati prioritari i tagli ai costi della politica, nuove politiche per lavoro, turismo e innovazione: le richieste prioritarie al nuovo Governo. Mentre in tema di infrastrutture prevale il no al ponte sullo Stretto e un sì al rafforzamento della rete stradale e autostradale.
«La crisi - sottolinea Confcommercio, presentando la ricerca - sta avendo un impatto profondo ed esteso sulle imprese del Sud Italia che, pur mantenendo i «nervi saldi», sollecitano alla politica e al nuovo Governo misure urgenti per rimettere in moto l'economia e risolvere alla radice i nodi della crescita del nostro paese che penalizzano fortemente le imprese del commercio, del turismo e dei servizi».

Richieste al Governo - Secondo le imprese del Mezzogiorno il nuovo Governo dovrebbe intervenire con urgenza sulla riduzione dei costi della politica, sull'utilizzo dei fondi europei per il Sud e sulle cessioni del patrimonio pubblico. Le politiche per il lavoro (per l'82% delle imprese), un più agevole accesso al credito (53,2%), una maggiore efficienza dei trasporti (49,3%), politiche per il turismo (48,2%) e per l'innovazione (46,8%) sono ritenuti gli interventi strutturali prioritari per la crescita.

Infrastrutture - Tra le infrastrutture che servono di più al Mezzogiorno, il Ponte sullo Stretto è l'ultima delle priorità (6,2%), mentre la prima è il rafforzamento della rete stradale e autostradale (il 51,4%).

Innovazione - Con la crisi, l'81,7% delle imprese ha rinunciato a forme di innovazione e una quota simile non lo farà nemmeno nel biennio 2012-2013.

Fisco e Criminalità - Resta indispensabile il contrasto ai fattori che limitano la competitività delle Pmi - uno su tutti il peso della pressione fiscale, indicato dal 51% del campione - così come l'impegno contro la criminalità, la contraffazione (in aumento per un'impresa su due) e l'abusivismo, fenomeni che rappresentano una vera e propria tassa (il 40,9% delle imprese del Sud impiega oltre il 2% dei ricavi per proteggersi da furti, rapine ed estorsioni).