24 agosto 2019
Aggiornato 04:30
La Mostra in programma nel fine-settimana del 22 e 23 ottobre, come sempre alle Ville Ponti

Artigianato Artistico & innovazione

Un progetto con il Politecnico caratterizza una dei più significativi progetti a sostegno del settore

VARESE - Il progetto è sostenuto con forza e determinazione dalla Camera di Commercio: alla Mostra dell’Artigianato Artistico Varesino, quest’anno prevista nel prossimo weekend come sempre al Centro Congressi «Ville Ponti», ci sarà la possibilità di ammirare anche le opere realizzate nell’ambito dell’iniziativa che vede la stretta collaborazione fra artigiani artisti, docenti e studenti della Facoltà di Design del Politecnico di Milano.

La presenza di queste opere ci farà entrare in quella che, in gergo tecnico, si definisce la dimensione advanced dell’artigianato, dove creatività e innovazione danno vita a nuove forme e nuovi modi di produrre. In particolare, gli strumenti tecnologici oggi disponibili consentono agli artigiani di appropriarsi delle tecniche dell’autoproduzione. «Il riferimento è a un fenomeno che si è manifestato negli anni ’90 quando a Milano molti designer provenienti soprattutto dal Nord Europa hanno incominciato a esporre i loro oggetti autoprodotti – spiega Francesco Murano, docente del Politecnico che collaborano al progetto promosso dalla Camera di Commercio –. Prototipi, pezzi unici o piccole serie di prodotti realizzati con le tecnologie disponibili, quelle digitali e del rapid manifacturing, o con processi artigianali reinventati. Così si promuove il talento attraverso un'attività che si fonda sulla capacità di improvvisarsi progettista, artigiano-produttore e agente-venditore delle proprie creazioni».

Il fenomeno è soprattutto espressione di una metodologia di ricerca basata su un approccio sperimentale, che manifesta la necessità di riappropriarsi del rapporto manuale, delle tecniche, dei processi di costruzione e definizione degli oggetti, diventati sempre più complessi e sofisticati, oltre che di una riflessione sui contenuti del design.
In varie occasioni si è parlato di questo fenomeno, definendolo «neo-artigianato» o «artigianato tecnologico». «In effetti la pratica dell'autoproduzione – continuano i docenti del Politecnico – recupera in sé la dimensione artigianale e la rivaluta come evoluta, riunendo il processo creativo e quello produttivo, la manualità e la cultura progettuale; e la proietta in avanti interpretando i cambiamenti dei mestieri, aprendosi alle nuove forme d’espressione, a tecniche innovative, all'attitudine a veicolare il valore aggiunto delle proprie realizzazioni».

Alla mostra delle Ville Ponti potremo allora ammirare alcuni risultati di una sfida, di cui Varese con il suo artigianato artistico è antesignana, che vuole elementi di innovazione su un’attività che, per sua natura, richiede un approccio attento alle modalità della tradizione.