13 luglio 2024
Aggiornato 18:00
Consumatori

Decreto anticrisi e liberalizzazioni: si elimini il CNCU

ADUC: «Perché un’associazione rappresentativa dei diritti dei cittadini deve ricevere dallo Stato la certificazione della bontà del suo operato?»

ROMA - L’imminente approvazione del decreto anticrisi tiene banco nelle cronache politiche di questi giorni. Stando alle dichiarazioni dei diretti interessati ed alle cronache di stampa sul contenuto c’e’ buio fitto. Lasciando stare gli imbarazzanti contrasti che stanno frenando l’approvazione di questo decreto, una cosa pare certa: nel provvedimento ci saranno norme sulle tanto agognate liberalizzazioni. Speranza vuole che la ragione prevalga sugli interessi corporativi e si faccia qualcosa di davvero utile. Visto che, a quanto pare, il testo del decreto e’ tutt’altro che scritto, consigliamo un intervento: l’abolizione del CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti).

Perché un’associazione rappresentativa dei diritti dei cittadini deve ricevere dallo Stato la certificazione della bontà del suo operato? Perché chiedere ad uno dei propri antagonisti principali l’attestazione della propria utilità? Perché azioni e iniziative che dovevano essere a completa disposizione della collettività sono state riservate ad un manipolo di certificati rappresentanti? Come per molte altre conferenze e consigli vari, l’esperienza, ahinoi, ha dimostrato che il fine e’ stato solamente quello d’ingrossare le tasche di qualcuno. Il tutto a danno del consumatore i cui interessi sono stati sottoposti ai tanto anelati contributi pubblici. L’Aduc, da sempre, ha scelto di non aderire al CNCU consapevole del fatto che per far valere i diritti dei consumatori non e’ necessario chiedere allo Stato di certificare il proprio impegno ma ottenere la considerazione sul campo. Chiediamo al Governo di avere il coraggio di agire nell’interesse reale dei cittadini e non di quelli che si nominano suoi rappresentanti: si elimini il CNCU.

Alessandro Gallucci, legale Aduc