29 marzo 2020
Aggiornato 21:00
Criticità e opportunità dell’agricoltura

Bruni (Cogeca): Interviene alla conferenza Copagri

«Fattore dimensionale, impatto dei costi di energia e trasporto, iniqua ripartizione del valore lungo la filiera»

MATERA - Intervenendo alla prima conferenza economica di Copagri in corso di svolgimento a Matera, Paolo Bruni presidente della Cogeca, rispondendo alla domanda del giornalista Attilio Romita, ha indicato 3 criticità e 3 opportunità del sistema agroalimentare italiano.

LE CRITICITÀ - «Fattore dimensionale, impatto dei costi di energia e trasporto, iniqua ripartizione del valore lungo la filiera costituiscono senza dubbio – ha affermato Bruni - pesanti vincoli per il comparto agricolo, come dimostra il raffronto della dimensione sia per le aziende agricole che per le cooperative e l’industria alimentare con la media europea, e analoghe considerazioni valgono per il costo di trasporto chilometrico sostenuto dalle imprese italiane, così come per quello dell’energia; emblematico, poi – ha aggiunto Bruni – su ogni euro di spesa alimentare fatta dai consumatori solamente meno di un quinto va agli agricoltori al lordo peraltro dei loro costi di produzione».

LE SFIDE - «D’altra parte – ha sottolineato Bruni – occorre evidenziare alcune sfide che potrebbero tramutarsi in opportunità : penso innanzitutto alla rinnovata attenzione al tema della sicurezza alimentare legato alla crescita strutturale della domanda mondiale di materie prime agricole e della conseguente necessità di accrescere la produzione agricola mondiale del 70% di qui al 2050»
» Anche l’imminente riforma della PAC – ha proseguito Bruni – pur in un contesto economico difficile può costituire un occasione per ridisegnare le dinamiche del settore agricolo europeo nei prossimi anni e uno stimolo a introdurre criteri di premialità per le aziende agricole più virtuose »
Non dimentichiamo infine – ha concluso Bruni – l’alta percezione del made in Italy nel mondo, fattore con potenzialità economiche enormi ma purtroppo oggetto di pesantissimi fenomeni di imitazione e di contraffazione, come testimonia il dato eclatante relativo agli Stati Uniti dove le vendite di prodotti che imitano o fanno riferimento all’Italia superano di oltre dieci volte quelle dei prodotti effettivamente italiani»

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