29 luglio 2021
Aggiornato 17:30
Adiconsum ricorda in un decalogo le nuove norme

Multiproprietà, dal 21 giugno nuove norme a tutela dei consumatori

Finalmente la normativa italiana si è adeguata alla direttiva europea del 2008

ROMA - Grande soddisfazione - dichiara Pietro Giordano Segretario Generale Vicario di Adiconsum - per l'entrata in vigore dal 21 giugno delle norme da tempo richieste dall'Associazione a tutela dei consumatori che acquistano una multiproprietà.
Finalmente la normativa italiana si è adeguata alla direttiva europea del 2008.

Adiconsum ricorda in un decalogo le nuove norme:
1. La tutela del consumatore si estende anche ai contratti multiproprietà con una durata minima di un anno. La precedente normativa prevedeva una durata minima di tre anni.
2. La tutela non riguarda solo i beni immobili (case, villette, ecc.), ma anche beni mobili (navi, roulotte, ecc.), se adibiti ad alloggi.
3. La nuova norma impone anche un'adeguata pubblicità per tutti i «contratti accessori» (contratti di finanziamento, pulizie, utilizzo impianti sportivi, ecc.) collegati alla multiproprietà.
4. Il diritto di recesso si esercita entro i 14 gg. successivi alla stipula del contratto (vecchia norma 10 gg.) e il formulario da utilizzare per tale recesso deve essere allegato al contratto e non può essere oneroso per il consumatore.
5. Se tale formulario non viene consegnato alla stipula del contratto il periodo di tempo per il diritto di recesso si allunga ad 1 anno e 14 giorni.
6. Il ripensamento diventa di 3 mesi e 14 gg. se mancano altre informazioni precontrattuali.
7. La rescissione del contratto multiproprietà comporta l'automatica rescissione di tutti i contratti accessori.
8. Non è possibile chiedere anticipazioni temporali di pagamento delle rate concordate nel contratto multiproprietà, né imporre versamenti non concordati.
9. È diritto del consumatore ricevere - almeno 14 prima della scadenza di pagamento - una richiesta scritta con l'importo esatto della rata da pagare. Il consumatore, dopo il pagamento di almeno due rate, può rescindere unilateralmente il contratto senza incorrere in penali.

Sono state inasprite le sanzioni amministrative, portando quelle pecuniarie sino a cinquemila euro e allungando la durata della sospensione del servizio fino a sei mesi.