25 luglio 2021
Aggiornato 15:00
Coldiretti Novara VCO

Successo per l’agricoltura del territorio a «Tuttofood 2011»

Una presenza nel segno di tradizione e «ogm free»

NOVARA VCO (jf) – L’agroalimentare «made in Novara e Vco» è stato tra i protagonisti dell’edizione 2011 di Tuttofood, la fiera dedicata al mondo del cibo che si chiude oggi a Fieramilano (nuovo polo di Rho Pero).
Presenti, tra gli espositori, anche alcune aziende agricole di Coldiretti che hanno ben rappresentato il territorio e le sue peculiarità produttive: tra esse (come si vede nella foto allegata, l’azienda agricola Fornace di Fabrizio Rizzotti (produttore di riso a Vespolate), la casa vinicola di Paolo e Antonello Rovellotti (con la docg Ghemme e i vini delle Colline Novaresi) e l’azienda agricola Valsesia, produttrice a Sillavengo di apprezzati salumi tipici.
Dal Verbano Cusio Ossola non sono mancati il miele e i formaggi tipici, con anche degustazioni «on the road» di piatti di tradizione come gli gnocchi all’ossolana.
Presenti a Tuttofood anche molti tra i principali produttori di Gorgonzola, con i propri stand di rappresentanza nell’ampio padiglione dedicato al comparto lattiero caseario: giova ricordare che con il latte prodotto nel Novarese e nelle altre province piemontesi e lombarde contemplate dal disciplinare si produce la totalità del Gorgonzola Dop presente sul mercato (che, pure, è ai primissimi posti dell’export caseario nazionale).

In occasione di Tuttofood sono stati illustrati anche i risultati dell'indagine statistica realizzata da Interactive market research per il mensile Espansione, secondo la quale il 74% degli italiani considera sicuri, probabili o comunque non da escludere danni alla salute per chi mangia prodotti alimentari geneticamente modificati (ogm) e il 55,8% non assaggerebbe un piatto ogm o comunque sarebbe molto in dubbio se gli fosse proposto dal suo ristorante preferito.

«La marcata contrarietà espressa dagli italiani conferma il valore alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per un agricoltura libera da ogm grazie all’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini e agricoltori contrari al biotech nei campi e a tavola» commenta il direttore di Coldiretti Novara Vco Francesco Renzoni.

Per l’Italia ai crescenti dubbi sul piano sanitario e ambientale si aggiungono quelli determinati dalla necessità di tutela del Made in Italy a tavola, autentico orgoglio per l’economia e le tradizioni della nostra nazione.
Gli organismi geneticamente modificati spingono verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy.
Peraltro, in Europa anche negli 8 paesi su 27 dove la coltivazione è ammessa sono calati del 3 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) nel 2010 a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando, secondo l’analisi Coldiretti sulla base del rapporto annuale 2010 dell’ » International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications» (ISAAA).
Un’ulteriore, evidente conferma nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica per gli agricoltori (ma solo per le multinazionali che li producono come pensa il 64,8% degli italiani secondo l’indagine), perché, di fatto, non sono riusciti a trovare un mercato, vista la persistente contrarietà dei consumatori ad acquistare prodotti geneticamente modificati.