25 luglio 2021
Aggiornato 14:00
Sicurezza alimentare

Diossina: come leggere l'etichetta delle uova

Adiconsum sottolinea come questo caso sia esemplificativo dell’utilità dell’obbligo dell’origine indicata in etichetta

ROMA - Il recente ritrovamento di diossina nelle uova che ha portato alla chiusura di migliaia di allevamenti tedeschi non deve preoccupare eccessivamente i consumatori italiani.
L’importazione di questo prodotto dalla Germania, infatti, nel nostro Paese è minima; inoltre una specifica normativa prescrive già da anni un sistema di etichettatura in cui è prevista l’indicazione obbligatoria dell’origine direttamente sul guscio di ogni singolo uovo.
Sebbene, dunque, il sistema di allerta rapido in vigore in tutta Europa ha già portato all’immediato ritiro del prodotto a rischio da tutti i punti vendita, i consumatori possono verificare la provenienza delle uova già acquistate leggendo il codice alfanumerico stampigliato sul guscio.

Per facilitarne l’interpretazione, Adiconsum ricorda che tale codice contiene le seguenti informazioni:
• il tipo di allevamento:
- 0 per il biologico
- 1 per le galline allevate all’aperto
- 2 per le galline allevate a terra
- 3 per quelle in batteria;
• la sigla del paese di allevamento: IT, FR ecc.;
• il codice attribuito all’allevamento (8 caratteri) che individuano:
- il codice Istat del comune sede dell’allevamento (3 cifre)
- la sigla della provincia (due lettere)
- il numero che l’Asl attribuisce all’azienda agricola (3 cifre).

Adiconsum sottolinea come questo caso sia esemplificativo dell’utilità dell’obbligo dell’origine indicata in etichetta. Purtroppo nella maggior parte dei prodotti alimentari tale obbligo non è previsto.