22 settembre 2020
Aggiornato 16:30
Premio

«Bandiera verde agricoltura 2010»

CIA: «Un premio non solo alla qualità, ma anche alla legalità. Così si rafforzano i valori e si riscopre il territorio»

ROMA - Non solo qualità o eccellenze alimentari. «Bandiera Verde agricoltura 2010» premia anche la legalità. Così attraverso il mondo agricolo si rafforzano i valori, che l’attuale società sembra sempre più minimizzare, e si riscopre il territorio rurale, il suo forte tessuto sociale ed economico, le sue tradizioni, le sue culture, le sue tipicità, le sue peculiarità, le sue ricchezze. E quest’anno si rinnovano gli elementi cardine e profondi che sono alla base del premio promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e giunto alla sua ottava edizione. Un premio che sarà consegnato domani 11 novembre a Roma, alle ore 10.00, in Campidoglio, presso la Sala Protomoteca.

Anche per quest’anno sono stati insigniti del significativo riconoscimento aziende agricole, Comuni, personaggi della cultura (nel 2009 è stato premiato lo scrittore Andrea Camilleri), del giornalismo. Insomma, tutti coloro che si sono particolarmente distinti nelle politiche di tutela dell’ambiente, del territorio rurale e del paesaggio. Ma l’edizione 2010 si caratterizzerà soprattutto per l’assegnazione dell’«Oscar agricolo» a Don Luigi Ciotti, fondatore, prima, del «Gruppo Abele» e, poi, di «Libera» (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie«), nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.

«Bandiera Verde Agricoltura» nasce proprio da questa filosofia: gratificare, promuovere e valorizzare l’impegno umano e civile per una società migliore, che abbia i suoi fulcri nella giustizia, nella democrazia, nella libertà. Ma anche un riconoscimento per i comportamenti virtuosi, per l’innovazione, per la specificità di persone e di imprese che contribuiscono a rendere meravigliosa e produttiva la nostra terra. Azioni tese a tutelare l’ambiente, ad esaltare le produzioni legate al territorio e alle sue molteplici tradizioni.
Quest’anno i premi, consegnati dal presidente della Cia Giuseppe Politi, saranno venti. Oltre a Don Ciotti e soprattutto all’impegno incessante svolto dai tantissimi ragazzi di «Libera Terra» che lavorano e producono qualità agricole e alimentari sui campi confiscati alla criminalità organizzata, i riconoscimenti saranno assegnati a chi ha portato alla luce storie, prodotti, e azioni virtuose di un’Italia laboriosa che non solo garantisce eccellenze alimentari, ma tutela e valorizza luoghi e paesaggi straordinari. Tra le curiosità di quest’ottava edizione, ricette antiche e preziose, depositate dal notaio, «super-maiali», alimentati con il farro, e, per finire, radici che «suonano».