20 settembre 2019
Aggiornato 15:30
Forum Internazionale di Cernobbio

Soia al top da due anni. Allarme per la carne

Coldiretti: «Soia e mais sono infatti due componenti fondamentali della dieta alimentare degli allevamenti»

CERNOBBIO - La soia con un balzo ha raggiunto la quotazione massima degli ultimi due anni superando il tetto psicologico dei 12 euro per bushel (0,31 euro al chilo), per chiudere a 12,034 euro per bushel per consegne a novembre al Chicago Board of Trade, dove l’aumento ha riguardato tutte le materie prime agricole a partire dal mais che è salito a 5,724 dollari a bushel per consegne a dicembre, mettendo a segno un aumento del 40 per cento rispetto a luglio. E’ quanto è emerso nel corso del Forum del Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Cernobbio al quale interviene David Lehman del Chicago Board of Trade, punto di riferimento del commercio internazionale materie prime agricole, che ha messo in guardia sui possibili effetti sull’aumento dei prezzi della carne e degli altri alimentari, registrato in Italia dai dati Istat sui prezzi al consumo che, dopo periodo di stasi, tornano a crescere con un incremento tendenziale dello 0,4 per cento.

Soia e mais sono infatti due componenti fondamentali della dieta alimentare degli allevamenti. La spinta in alto viene giustificata - sottolinea la Coldiretti - dalle previsioni non positive di raccolto per effetto delle condizioni climatiche avverse negli Stati Uniti dove secondo l’ultimo rapporto dell’Usda la produzione di mais dovrebbe essere di 12,7 miliardi di bushel, con un calo del 3 per cento rispetto allo scorso anno, quella di soia di 3,41 miliardi di bushel, con un calo del 2 per cento, mentre sul grano pesa il calo del 25 per cento della produzione in Russia che era tra i principali paesi esportatori e dell’Ucraina. Anche nell’Unione Europea a 27 per la raccolta di cereali le stime rivelano che - riferisce la Coldiretti - la produzione si attesta sui 274 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 5 per cento rispetto alla produzione del 2009 a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli verificatesi in numerosi Stati membri. Il livello dei prezzi per il mais, ma anche per gli altri cereali, rimane comunque - continua la Coldiretti - ancora molto lontano dai valori massimi di oltre 7 dollari per bushel raggiunti nel marzo 2008 mentre per la soia si era arrivati a superare i 15,5 dollari per bushel.

In realtà - denuncia la Coldiretti - l'andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è sempre più fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle materie prime come grano, mais e soia. Manovre finanziarie sul cibo che stanno «giocando» senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e mettendo a rischio le coltivazioni e l’allevamento in molti Paesi. Garantire la stabilità dei prezzi in un mercato a domanda rigida come quello alimentare è un obiettivo di interesse pubblico che - afferma la Coldiretti - va sostenuto con l’introduzione di interventi di mercato innovativi come le assicurazioni sul reddito nell’ambito della riforma di mercato della politica agricola comune Per stabilizzare il mercato è nata la più grande società di europea di trading dei cereali di proprietà degli agricoltori, che - spiega la Coldiretti - ha il compito di gestire oltre 20 milioni di quintali di prodotto tra grano duro destinato alla produzione di pasta, grano tenero per il pane, girasole e soia, esclusivamente di origine italiana e garantiti non ogm. La società denominata «Filiera Agricola Italiana» è partecipata da 18 Consorzi Agrari, 4 cooperative, 2 organizzazioni dei produttori, una società di servizi di Legacoop e Consorzi Agrari d’Italia e ha il compito di gestire la contrattualistica nella coltivazione e nella commercializzazione dei seminativi prodotti in tutto il paese.