23 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Immatricolazioni auto

Mercato automobilistico europeo ancora in flessione a luglio (-17,9%) e ad agosto (-12,1%)

Risultati negativi per tutti i maggiori mercati, compresi Spagna e Regno Unito

TORINO – Nei mesi di luglio e agosto si conferma il segno negativo che il mercato europeo dell’auto si porta dietro da aprile. Secondo i dati ACEA, nel complesso dei Paesi dell’Unione Europea allargata e dell’EFTA1 il mese di luglio ha chiuso a -17,9% con 1.068.433 immatricolazioni e il mese di agosto a -12,1% (731.503 unità immatricolate) rispetto agli stessi mesi del 2009. A luglio, tutti i principali mercati dell’Europa occidentale hanno registrato una flessione a due cifre e anche ad agosto la contrazione dei maggiori Paesi risulta significativa.

Considerando il progressivo gennaio-agosto 2010, le immatricolazioni complessive in Europa ammontano a 9.300.306 unità, pari al 3% in meno rispetto al pari periodo dello scorso anno. In Italia con il -25,7% di luglio e il -19,3% di agosto si conferma la flessione a due cifre registrata a partire da aprile, determinata dalle persistenti difficoltà sul fronte economico, dal peggioramento del clima di fiducia dei consumatori, ma anche dal calo fisiologico delle vendite tipico del periodo estivo.

L’andamento della raccolta ordini, infine, in calo di quasi il 24% nei primi otto mesi dell’anno, per il momento non lascia spazio a grossi margini di miglioramento. Le marche italiane hanno riportato un calo del 31,1% a luglio e del 23,8% ad agosto, chiudendo i primi otto mesi del 2010 a 735.353 unità immatricolate (13,7%). «Purtroppo i mesi di luglio e agosto, mesi fisiologicamente con volumi più bassi, confermano una situazione pesante per il mercato europeo, dove non si vedono segnali di ripresa – ha commentato Eugenio Razelli, Presidente di ANFIA – e anche Spagna e Regno Unito, gli unici tra i maggiori mercati dell’Europa occidentale che a giugno avevano riportato un segno positivo, vedono scendere i volumi immatricolati nel bimestre estivo. Sicuramente per la Spagna ha influito in maniera rilevante il termine del piano incentivi Plan 2000E, che ha sostenuto la domanda fin da inizio anno e dato una spinta al rinnovamento del parco in chiave ambientale. La variazione negativa del 3% registrata dal mercato europeo nel progressivo gennaio-agosto 2010, si allarga ulteriormente se ci confrontiamo con i volumi del pari periodo del 2008, anno che aveva scontato l’inizio della crisi solo negli ultimi mesi.

I primi segnali di ripresa a livello di produzione industriale sono trainati dall’export nei Paesi emergenti e non si sono ancora trasformati in un ritorno occupazionale e in una ripresa della fiducia dei consumatori. Condizioni, queste, che sono le migliori per affrontare i grossi investimenti 1 EU 27 + EFTA. I dati per Malta e Cipro non sono al momento disponibili necessari per sostenere le sfide dei nuovi limiti di emissioni Euro 5 ed Euro 6, e soprattutto la battaglia per il contenimento delle emissioni di CO2, a fronte, comunque, di un parco circolante con una grossa percentuale di veicoli di anzianità superiore ai 10 anni (intorno al 30% in Europa e circa il 40% in Italia)».

La contrazione più marcata in entrambi i mesi è quella della Germania, che chiude luglio a -30,2% e agosto a -27%. Nei primi otto mesi dell’anno le immatricolazioni sono scese del 28,7% rispetto allo stesso periodo del 2009 per un totale di 1.907.104 unità registrate.

L’Associazione tedesca dei Costruttori VDA ribadisce che i risultati di mercato sono in linea con le previsioni formulate a seguito dell’eccezionale crescita del mercato nel 2009. L’Associazione segnala, inoltre, una ripresa delle immatricolazioni di vetture diesel, che a luglio 2010 hanno rappresentato più del 43% del totale venduto a fronte di una quota inferiore al 30% a luglio 2009.

In Spagna, dopo dieci mesi consecutivi di crescita, le immatricolazioni hanno subito un calo del 24,1% a luglio e del 23,8% ad agosto. Stando alle dichiarazioni dell’Associazione spagnola dei Costruttori ANFAC, con il termine del Plan 2000E e l’incremento di due punti dell’IVA, ci si aspettava una contrazione di mercato, che, tuttavia, si è acuita più del previsto a partire da metà luglio. La flessione di mercato prevista per il secondo semestre dell’anno si attesta così al 30%, con una perdita di 164.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2009. Nonostante il consuntivo dei primi otto mesi del 2010 abbia registrato una crescita del 21,9% sul pari periodo del 2009, lo scenario economico attuale, con le misure per il contenimento del deficit pubblico, l’elevato tasso di disoccupazione e l’andamento negativo dei consumi privati, lasciano prevedere un calo di mercato anche per fine anno. Segue il Regno Unito, che a luglio è in calo del 13,2% – dopo dodici mesi consecutivi di crescita – e ad agosto del 17,5%. Un trend discendente che, secondo l’Associazione inglese dei Costruttori SMMT, è destinato a proseguire fino a fine anno. I volumi totalizzati nei primi otto mesi del 2010 sono superiori del 13,2% rispetto a quelli del pari periodo del 2009 e si prevede una chiusura del 2010 a 2 milioni di unità (+1,2% sul 2009).

Infine la Francia, che chiude il mese di luglio a -12,8% e il mese di agosto a -7,9%, mentre nel periodo gennaio-agosto 2010 le immatricolazioni superano del 2% i volumi registrati nello stesso periodo del 2009. Secondo l’Associazione francese dei Costruttori CCFA le previsioni di chiusura d’anno sono abbastanza ottimistiche, aggirandosi tra i 2,15 e i 2,2 milioni di unità immatricolate.