12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Oggi il cambio della guardia

Generali, a Trieste inizia l'era Geronzi

Ieri sera cena con tutti i vecchi e i nuovi consiglieri. Bernheim: «Opportunità di shopping in Asia e Brasile ma serve aumento di capitale»

TRIESTE - Cesare Geronzi è sbarcato a Trieste. L'avvicendamento alla presidenza di Generali tra l'ottantacinquenne Antoine Bernheim e il settantacinquenne banchiere romano avverrà ufficialmente oggi, con l'assemblea per la nomina del nuovo cda e la successiva «incoronazione» da parte del consiglio stesso. Il cambio della guardia, in forma conviviale, è stato anticipato però informalmente ieri, con una cena in foresteria nella serata della vigilia alla quale hanno partecipato tutti i vecchi e i nuovi consiglieri, Geronzi compreso.

Nuovo CDA - Oggi andrà dunque in scena l'ultima assemblea presieduta da Bernheim, al quale verrà probabilmente proposta la presidenza onoraria, carica che in base alle sue ultime dichiarazioni sembrerebbe ora più incline ad accettare rispetto a qualche settimana fa. Dopo l'assemblea - che approverà il bilancio 2009 e nominerà il nuovo cda per il triennio 2010-2012 - il neoeletto consiglio si riunirà per definire incarichi e deleghe. La nuova governance del Leone, secondo anche quanto caldeggiato nei giorni scorsi da un gruppo di 'peso' di azionisti privati italiani che complessivamente raggruppa circa il 10% del capitale (Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio, De Agostini, Fondazione Crt e Ferak) - dovrebbe vedere Geronzi nel ruolo di «chairman» non operativo, affiancato dall'attuale amministratore delegato Giovanni Perissinotto in una veste rafforzata di 'capoazienda' dell'intero gruppo (group ceo), con l'altro a.d., Sergio Balbinot, le cui deleghe dovrebbero essere estese all'intera attività assicurativa. Vincent Bollorè (capofila dei soci esteri del patto di Mediobanca) e Alberto Nagel (a.d. di Mediobanca) saranno i due vice presidenti della compagnia. Da definire poi la varietà e la composizione dei comitati interni.

Geronzi l'«Assicuratore» - Geronzi - dopo aver coronato la propria lunga carriera di banchiere con l'ambita presidenza di Mediobanca che ora lascia per il Leone - esordirà nei nuovi panni di «assicuratore» nella conferenza stampa finale che chiuderà l'intensa giornata.
Dato che il cda verrà nominato attraverso il voto di lista non ci saranno sorprese: i nomi sono noti da giorni. Due le liste presentate: quella di maggioranza del primo azionista Mediobanca, alla quale si sono aggregati anche gli altri soci di rilievo, e quella di minoranza presentata da fondi e investitori istituzionali aderenti ad Assogestioni, che dovrebbe raccogliere l'appoggio della Banca d'Italia (4, 467%) e forse anche del colosso dei fondi Blackrock (2,95%).

Bernhaim: «Opportunità di shopping» - Per finanziare la crescita di Generali in Asia e Brasile serve un aumento di capitale che consenta di cogliere le opportunità di shopping offerte dalla crisi. Ma Mediobanca, primo azionista del Leone, non lo ha mai voluto per non diluire la propria quota. E' quanto sostiene il presidente uscente della compagnia triestina, Antoine Bernheim, nell'intervista pubblicata dal Piccolo di Trieste nel giorno dell'ultima assemblea presieduta dal banchiere francese. A proposito dei progetti che avrebbe voluto coltivare se fosse rimasto, Bernheim parla di ulteriore espansione in Asia e di un «ritorno» del gruppo in Brasile. «Penso che in una stagione di crisi come questa si aprono enormi opportunità di acquisizioni, a patto di avere i soldi pronti. Avrei cercato i finanziamenti appropriati per procedere ad acquisizioni», sostiene nell'intervista.
Alla domanda se servirebbe dunque un aumento di capitale per accelerare lo sviluppo, Bernheim replica: «Mi pare logico se l'obiettivo è una crescita esterna. Vi è una formidabile liquidità, nonostante la crisi, e la credibilità di Generali è enorme. Ma Mediobanca non ha mai voluto aumenti di capitale, per non diluirsi. Ho chiesto tante volte se è preferibile avere il 14% una società statica o il 12% di una brillante, non ho avuto mai risposta».

Il discorso di apertura - «E' l'ultima volta che presiedo un'assemblea degli azionisti». Antoine Bernheim, commosso e rattristato, ha esordito così nel suo discorso di apertura dell'ultima assemblea di Generali da lui presieduta. L'ottantacinquenne banchiere francese è tornato a contestare il suo mancato rinnovo. «Sembra che io sia un vecchio rimbambito ma il dottor Cuccia, di cui ero amico, aveva 93-94 anni ed era ancora a capo di Mediobanca, che all'epoca era il crocevia della finanza italiana».
«Sono con Generali dal 1973», ha sottolineato Bernheim con nostalgia e dispiacere per dover lasciare la carica e ha poi ripercorso tutti i passaggi fondamentali di questo lungo periodo. «Non voglio essere rinnovato nel cda ma credo di aver fatto un buon lavoro e nella mia esistenza ho verificato che quando si fa bene una cosa si viene sempre castigati. La mia età - ha sottolinetato - è solo un pretesto. Ho sicuramente amici e nemici. Gli amici li conosco molto bene, i nemici preferisco non conoscerli».