20 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Immatricolazioni auto

Mercato automobilistico europeo in crescita del 3,2% a febbraio

Se confrontate con i livelli pre-crisi di febbraio 2008, le immatricolazioni risultano però in calo del 15%

TORINO - In base ai dati diffusi da ACEA, il mercato europeo dell’auto mantiene anche a febbraio il segno positivo.
Nel complesso dei Paesi dell’Unione Europea allargata e dell’EFTA si registra, infatti, una crescita del 3,2% per un totale di 1.000.754 unità immatricolate, a fronte, comunque, di un febbraio 2009 che aveva chiuso a --18,3% con 968.200 unità. Confrontate con i livelli pre-crisi di febbraio 2008, le immatricolazioni totalizzate a febbraio 2010 sono in calo del 15%.

Il calo registrato dal mercato tedesco è compensato dalla crescita riportata dagli altri maggiori mercati (Francia, Italia, Regno Unito e Spagna), mentre consistenti flessioni si registrano in Romania (-63%), Ungheria (-57,9%) e Polonia (-19,2%).

Nei primi due mesi del 2010 le immatricolazioni complessive in Europa ammontano a 2.088.684, l’8,1% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Germania è l’unico tra i maggiori mercati a registrare una contrazione dei volumi immatricolati nel bimestre.

Il mercato automobilistico italiano a febbraio ha registrato una variazione positiva del 20,6%, totalizzando 200.560 immatricolazioni. La crescita dei primi due mesi del 2010 si spiega con l’elevato numero di ordini inevasi registrati a fine 2009 – in vista dello scadere degli eco-incentivi – che potranno tradursi in immatricolazioni fino alla fine di marzo 2010. I nuovi ordini registrati a febbraio 2010, invece, risultano in calo del 35% rispetto a febbraio 2009.

Le marche italiane chiudono il mese in crescita del 5,1% in Europa, migliorando anche la propria quota di penetrazione (9,2% vs 9%).

«Il mercato europeo risente ancora degli effetti degli ordini accumulatisi a fine 2009 nei Paesi in cui gli eco-incentivi non sono stati prorogati per l’anno in corso e del sostegno delle campagne incentivi 2010 varate da alcuni Paesi – ha commentato Eugenio Razelli, Presidente di ANFIA – senza contare che il confronto avviene con un febbraio 2009 ancora debole, visto che i piani governativi a sostegno alla domanda erano appena stati introdotti nei principali Paesi UE. Del resto, che la situazione della filiera automotive europea rimanga, al momento, difficile, è stato confermato anche dal vertice dei Ministri dell’Industria convocato a Bruxelles lo scorso 19 febbraio. L’uscita da questa delicata fase dipenderà in buona parte dai ritmi della ripresa economica e dal conseguente lento recupero della fiducia dei consumatori».