19 agosto 2019
Aggiornato 02:00
Trasporto ferroviario

Moretti: «Situazione treni pendolari è colpa delle Regioni»

Per l'Amministratore delegato delle FS, intervistato dalla Stampa: «Servono biglietti più cari e più contributi pubblici»

ROMA - La situazione dei treni pendolari è responsabilità delle Regioni. Lo afferma senza mezzi termini, l'ad di Fs, Mauro Moretti, il quale sottolinea: «A ogni Regione propongo di partecipare ai costi del rinnovo della flotta; se non possono, si tengono i treni che ci sono. La cosa che non si può fare, caro cliente Regione, è pagare per uno e avere un servizio che vale tre».

Moretti, in un'intervista su La Stampa, tiene a ricordare che «forse non si sa che i treni, gli orari, le fermate, le tariffe, non sono cose che decidiamo noi: lo decidono le Regioni. Sono le Regioni a stabilire quanto far pagare agli utenti e quanto porre a fiscalità generale. E così si fanno i contratti di servizio».

Per esempio parlando del Piemonte e della decisione del governatore della Regione, di mettere a gara il trasporto regionale, Moretti taglia corto: «Nessun alterco, nessun ricatto: se tu Piemonte non hai i soldi per fornire un certo servizio, io non posso certo trattarti meglio di altre Regioni». Quanto alle dichiarazioni del governatore Bresso, la quale ha affermato che Fs ha chiesto un aumento del contributo del 30%, l'ad risponde: «È assolutamente falso, lo dimostra il verbale del 3 giugno. Vuole aprire ad altri? È nel suo diritto fare una gara. È una cosa normale, già avvenuta in Veneto o in Lombardia. Il governatore Bresso faccia la gara: ma entro nove mesi, non siamo certo disposti a garantire il servizio ai prezzi attuali a vita. Non siamo interessati al monopolio, ma al buon andamento dell'azienda».

Moretti ribadisce il suo punto di vista: servono biglietti più cari e contributi pubblici maggiori: «Continuare a perdere 2 miliardi l'anno era impossibile. Non vogliono spendere 25 centesimi come la Germania? Nel 2007 proposi di arrivare gradualmente a 15, e in cambio avremmo comprato mille treni nuovi, non se n'è fatto nulla. Ma ogni centesimo che aggiungo io posso fare un miliardo di investimenti. Che significa anche lavoro, cosa che bisognerebbe considerare. Le corriere del trasporto pubblico locale oggi prendono 14,5 centesimi dalle Regioni. Se le Fs avessero altrettanto, ci sarebbero 6,5 miliardi da investire. Io chiedo di avere almeno lo stesso trattamento delle corrierine extraurbane».

Infine, il Sud. Moretti replica così a chi chiede perché lì ci sono i treni peggiori, i più vecchi e i più lenti: «Siamo un'azienda. Ci sono tratte che hanno mercato, e tratte che non ne hanno. È lo Stato che ci deve dire che servizio vuole e con che risorse coprire i costi. Altrimenti, facciamo il servizio che possiamo fare con gli investimenti che siamo in grado di fare, cercando di usare il materiale rotabile che abbiamo al meglio».