26 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Trasporti. Ferrovie

Nuovi treni pendolari, parte maxi-piano Fs da 2 miliardi

Moretti: «svolta» per servizi nuovi. Contributo di Stato e Regioni

ROMA - Parte il piano da due miliardi di investimenti per i nuovi treni dei pendolari delle Ferrovie dello Stato. Un piano che l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti, ha definito «una svolta perchè dopo tre anni di risanamento delle ferrovie passiamo alla fase degli investimenti con il contributo delle Regioni e anche grazie all'apporto dello lo Stato».

Il piano prevede circa 840 tra nuovi locomotori, carrozze e convogli, oltre 2.550 carrozze ristrutturate e ammodernate. Gli investimenti sono sostenuti per oltre un miliardo e mezzo in autofinanziamento e per il restante con risorse individuate e stanziate dal governo.

Moretti, nel presentare il piano, che darà una boccata d'ossigeno anche al settore nazionale della produzione di materiali ferroviari, ha spiegato che con questo piano le Fs mettono a disposizione «soprattutto nelle grandi città, un servizio nuovo per i pendolari che vanno a lavorare nei giorni feriali».

Commentando il piano, il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha voluto ringraziare le Regioni «che - ha detto - hanno collaborato e con le quali abbiamo potuto stabilire un percorso che porterà sicuramente a migliorare i treni regionali. Era una necessità e quindi le Fs hanno preparato un piano, il ministero ha collaborato, e oggi si mette il sigillo a tutto questo».

Più in dettaglio nel nuovo piano per i treni pendolari presentato oggi da Fs ci sono anche 600 carrozze doppio piano e l'acquisto di 150 nuove locomotive elettriche E646. In una fase immediatamente successiva 64 convogli metropolitani e 24 complessi diesel. Inoltre l'ammodernamento di 2.550 carrozze già circolanti.

I nuovi progetti di acquisto di materiale rotabile per il trasporto regionale sono finalizzati a sostenere la crescita dei volumi di traffico dei nodi metropolitani migliorando la qualità del servizio - spiega Fs - ed incrementando l'efficienza operativa con lo scopo di rendere omogeneo il parco rotabili così da ottenere una sempre maggiore affidabilità tecnica».

Già oggi si svolge il cda di Fs per una prima ricapitalizzazione parziale di Trenitalia per 600 milioni di euro, come annunciato dal presidente del gruppo Ferrovie dello Stato, Innocenzo Cipolletta. Si tratterà - ha spiegato - di una ricapitalizzazione «di oltre 600 milioni, man mano che avremo risorse ci saranno ricapitalizzazioni successive».

Parlando poi del piano di investimenti per i nuovi treni regionali, Cipolletta ha spiegato che «dopo il risanamento finanziario e l'avvio dell'alta velocità il nostro impegno era di avviare un trasporto regionale di sviluppo e con questi contratti di 6 anni rinnovabili che abbiamo siglato si potrà investire in treni locali e carrozze e si potrà migliorare il servizio per i pendolari, che è fondamentale».

Il piano annunciato dalle Fs potrebbe fornire una boccata d'ossigeno alle industrie italiane di materiale rotabile. «Speriamo sia la volta buona - ha detto il Coordinatore nazionale della FIM Cisl del Gruppo Alstom Luigi DEDEI - e che quello di Moretti non sia il solito annuncio, ma, da un lato, si comincino ad affrontare seriamente gli annosi problemi posti dai pendolari e, dall'altro, in questa situazione di crisi, possa arrivare lavoro per le aziende di materiale rotabile che sono in forte difficoltà.

Molto critica al riguardo - ha aggiunto - è la situazione negli stabilimenti italiani dell'Alstom (Sesto S. Giovanni, Savigliano, Bari, Bologna, Verona, Colleferro) dove sono occupati oltre 2500 lavoratori, che vede un massiccio utilizzo della Cassa integrazione straordinaria dopo la pesante riduzione di personale avvenuta in questi anni. Oggi - conclude Dedei - le aziende italiane di Alstom lavorano quasi esclusivamente su commesse estere che tuttavia non sono sufficienti per garantire i posti di lavoro, è perciò necessario che, compatibilmente con le regole della concorrenza, gli investimenti annunciati da Trenitalia possano essere realizzati dalle aziende nazionali del settore».