19 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Infrastrutture. Emilia Romagna

Legambiente su passante autostradale di Bologna

La commissione risponde a legambiente : «lo stato italiano si è impegnato a fare la gara europea»

BOLOGNA - La Commissione Europea ha dato comunicazione che per l'eventuale realizzazione del Passante Autostradale di Bologna si farà la gara e che le autorità italiane si sono impegnate in tale senso. La notizia è pervenuta a Legambiente con una lettera ufficiale inviata a Legambiente dalla Direzione Generale per gli appalti pubblici Mercato Interno e servizi che risponde all'esposto presentato dall'associazione ambientalista che evidenziava l'intenzione di assegnare l'opera direttamente alla Società Autostrade (magari in cambio di contropartite che rendessero conveniente l'investimento).

L'esposto di Legambiente faceva notare che si era in presenza di una violazione della normativa europea e chiedeva alla commissione di intervenire presso il governo italiano per farla rispettare.

Il Capo Unità per «l'applicazione della normativa degli appalti pubblici», ha scritto al Presidente Nazionale di Legambiente spiegando che «a seguito di discussioni con i servizi della Commissione, in una comunicazione del 20 febbraio us, le Autorità Italiane hanno indicato non solo che la costruzione del Passante Autostradale di Bologna non sarà realizzato secondo le modalità inizialmente previste, considerate in contrasto con il diritto comunitario, ma anche che non è stata presa ancora alcuna decisione in merito all'affidamento della costruzione di tale opera».
La lettera della Commissione conclude comunque che le autorità italiane «hanno assicurato che l'affidamento della realizzazione del Passante di Bologna sarà in ogni caso conforme al diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni».

Con questa lettera la Commissione fornisce una ulteriore conferma della validità delle posizioni con le quali Legambiente contesta la legittimità della procedura scelta a suo tempo per l'affidamento diretto della costruzione e gestione del Passante di Bologna che era apparso anche ai proponenti l'unico modo per la costruzione di un'opera difficilmente sostenibile sia sul piano ambientale che su quello economico. Infatti la nostra associazione ha messo in discussione con pesanti rilievi anche la validità dell'opera in quanto che il vero problema di mobilità è il potenziamento del trasporto ferroviario regionale e metropolitano.

Anche l'entrata in funzione della terza corsia nel tratto bolognese fornisce nuovi argomenti a chi ­ come Legambiente ed altri - sostiene che l'opera è inutile per il traffico. Anche gli esodi estivi hanno fatto registrare uno spostamento degli ingorghi nei due sensi tra S. Lazzaro di Savena e il bivio verso Ravenna tant'è che la società autostrade progettare una quarta corsia per quel tratto. Risalta a questo punto in tutto il suo peso il vero motivo del progetto e cioè il disegno piuttosto evidente di una ulteriore espansione urbana dell'area bolognese, con nuovo consumo di suolo agricolo e le immancabili speculazioni immobiliari connesse.