17 agosto 2019
Aggiornato 18:30
Trasporto ferroviario

Moretti: «Per pulizie pagavamo 12mila addetti, lavoravano 6mila»

Intervista al Corsera: «Investiremo 2 miliardi per pendolari»

MILANO - Le Fs pagavamo circa 12mila addetti per le pulizie dei treni, salvo poi accorgersi che lavoravano in seimila. Lo ha detto l'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, intervistato dal Corriere della Sera.

«Secondo le informazioni che ci avevano dato» quando Moretti assunse l'incarico di ad, gli addetti alle pulizie «dovevano essere fra i 10mila e i 12mila», salvo poi accorgersi, dopo avere effettuato controlli, che «erano meno di seimila». Moretti ha poi ricordato la sua battaglia per offrire un servizio di pulizia adeguato. «Siccome i treni erano sporchi si applicavano penali a go-go. Ma poi i soldi venivano restituiti alle stesse ditte perché i treni dovevano essere puliti. E si andava avanti così.

Nuovi bandi - Interrompendo questo meccanismo è saltato fuori che la solidità finanziaria delle ditte, due o tre ditte che avevano in mano tutto, era nulla. Quindi - ha continuato Moretti - abbiamo fatto gare separate suddivise in 55 lotti, consentendo a molte medie imprese di partecipare», imponendo nei bandi «che chi vinceva doveva assumere i dipendenti delle vecchie ditte. Mossa decisiva perché ha separato la vita delle ditte da quella dei lavoratori».

Pendolari - Parlando dei problemi del trasporto locale, Moretti ha ricordato che «troveremo il modo di investire due miliardi per i pendolari, compresi i 500 milioni che il governo ci ha assicurato» comprando «150 locomotive e carrozze a due piani».