18 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Piano da 500 mln di euro

Risanamento: raggiunto accordo tra le banche

Quota Zunino diluita tra il 20 e il 30%. Il gruppo conta debiti per circa 2,9 miliardi

MILANO - Una offerta di 500 milioni di euro per il salvataggio di Risanamento. E' questa la proposta messa sul tavolo questo pomeriggio dalle banche creditrici con il gruppo di Zunino riunite per cinque ore nella sede di Banca Leonardo a Milano. Alla riunione erano presenti gli alti vertici dei principali istituti coinvolti, segno da un lato che c'erano ancora angoli da smussare e dall'altro che occorreva trovare l'accordo a tutti i costi. Di tempo, d'altronde, rimasto è ben poco.

DEBITI PER 2.9 MLD DI EURO - Lunedì dovrebbe tenersi il cda di Risanamento per il via libera al piano, mentre due giorni dopo, mercoledì 29, ci sarà l'udienza al tribunale per discutere della richiesta di bancarotta avanzata dalla procura milanese. L'accordo dunque non era più rinviabile per il gruppo immobiliare che conta debiti per circa 2,9 miliardi, a cui si devono aggiungere circa 400 milioni in capo ad altre società di Luigi Zunino, il presidente di Risanamento dimessosi lunedì scorso.

PREVALGONO INTESA E UNICREDIT - Alla fine dunque è prevalsa la linea indicata da Unicredit e Intesa Sanpaolo su quella tracciata da Banca Leonardo. Il piano di Banca Leonardo, advisor di Risanamento, infatti, avrebbe previsto un prestito convertendo da 150 milioni più 100 milioni di aumento di capitale, per un totale di circa 250 milioni, con la quota di Zunino ridotta dall'attuale 73% a circa il 40% del capitale. Questo piano convinceva la maggior parte delle banche creditrici, ma non gli istituti di piazza Cordusio e Ca' de Sass convinti della necessità di un piano più drastico.

ZUNINO PASSA DAL 30% AL 20% - Con la proposta di 500 milioni di euro, in parte in prestito convertendo e in parte di aumento di capitale, Zunino vedrà diluire la sua quota tra il 20% e il 30%. In questo modo la società viene messa al riparo dalla richiesta di bancarotta avanzata dalla procura milanese. Fra le banche italiane creditrici di Risanamento ci sono Intesa Sanpaolo (674,2 milioni), Banco Popolare (376,4 milioni), Unicredit (345,3 milioni), Bpm (87 milioni), Bnl (46 milioni), Meliorbanca (40 milioni) e Mps (20 milioni).

RINNOVO VERTICI - C'è poi la questione del rinnovo dei vertici, da definire dopo che verranno chiarite le cose con il tribunale. Per la carica di amministratore delegato si fa il nome di Massimo De Meo, ex numero uno di Beni Stabili, mentre per la presidenza i nomi più gettonati sono quelli di Angelo Casò, attuale consigliere di Mediobanca, Luigi Fausti, ex presidente Comit e Bruno Ferrante, ex prefetto di Milano. Contattato da Apcom, Ferrante detto di aver appreso dalla stampa di un suo possibile incarico alla presidenza del gruppo: «Non ne so nulla - ha riferito - l'ho letto sui giornali». E alla domanda se fosse disposto ad accettare l'incarico ha aggiunto: «Vedrei, non è serio parlarne ora. Per il momento non so null'altro che quello che leggo sui giornali. Non mi sembra corretto parlarne ora».