23 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
Politi: «Fondamentale reperire le risorse necessarie»

Calamità naturali: la Cia si appella a Berlusconi

«Mantenga le promesse e intervenga per finanziare il Fondo di solidarietà»

ROMA - «Visto che né il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, né il Parlamento riescono a dare una risposta adeguata al problema del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali, ci rivolgiamo ancora una volta al premier Silvio Berlusconi affinché, come aveva promesso lo scorso mese di aprile, intervenga personalmente per trovare le risorse necessarie per finanziare questo importante strumento assicurativo per i nostri agricoltori».

A lanciare l’appello è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi il quale sollecita un’iniziativa mirata in tempi ristretti proprio per evitare ulteriori rischi ai produttori e alleggerire i pesanti costi che comprimono le imprese.

«Il presidente del Consiglio -aggiunge Politi- aveva preso un preciso impegno con gli agricoltori. Ora lo deve mantenere. Non è più tempo delle promesse. Occorrono fatti realmente concreti. Per questo ci attendiamo un’iniziativa in questa direzione da parte del capo del governo. E’, infatti, indispensabile che siano messe a disposizione le risorse necessarie per finanziare il Fondo, come è avvenuto negli anni passati. Un finanziamento importante per le aziende che sono esposte, oltre che alle problematiche di mercato, anche alle calamità atmosferiche. Le cronache del maltempo di queste ultime settimane lo confermano chiaramente».

D’altra parte, il Fondo per il suo carattere strutturale, «consente agli agricoltori -rileva il presidente della Cia- di affrontare in modo sereno e duraturo le sfide del mercato. E’ uno strumento che la stessa Unione europea considera idoneo alle imprese agricole».

«Per questo motivo -sostiene Politi- chiediamo che il premier intervenga con un atto preciso e concreto. Bisogna trovare al più presto le risorse per il Fondo, altrimenti, oltre ad un aggravamento dei costi, c’è il rischio che molte aziende non stipulino alcuna polizza, con le conseguenze che sono facilmente immaginabili».

«Quindi, nostro auspico -conclude il presidente della Cia- è che il premier Berlusconi rispetti quanto assicurato a voce e proceda con fatti tangibili per far sì che le promesse divengano finalmente realtà. Attendiamo fiduciosi».