19 gennaio 2020
Aggiornato 18:00
La CIA chiede di garantire risorse adeguate per rispondere alle esigenze delle imprese

Fondo calamità naturali: serve un accordo bipartisan

Il presidente Politi rinnova l’invito al governo a mantenere gli impegni presi e ad inserire nel decreto anticrisi il finanziamento

ROMA - «Sul Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali occorre agire in fretta e soprattutto con risorse adeguate. I ventilati 60 milioni di euro, che dovrebbero essere inseriti nel decreto anticrisi, sono insufficienti per rispondere alle esigenze geli agricoltori. E’ necessario che il governo, a cominciare dal premier Silvio Berlusconi, mantenga le promesse fatte e si arrivi, in Parlamento, ad un accordo bipartisan che preveda un adeguato finanziamento di questo strumento indispensabile per garantire una valida copertura assicurativa alle imprese».

E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale è positivo che finalmente sia l’esecutivo (almeno da quanto sostenuto da alcuni componenti, a cominciare dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia) che le varie forze politiche abbiano compreso l’importanza del Fondo.

«Occorre, comunque, che dalle affermazioni di principio -aggiunge Politi- si passi subito ai fatti concreti. Il Fondo deve essere finanziato in modo organico. Più volte abbiamo sottolineato l’esigenza di un intervento di 230 milioni di euro proprio per garantire una valida campagna assicurativa senza ulteriori e pesanti oneri per gli imprenditori agricoli che sono già alle prese con costi alle stelle e prezzi sui campi in caduta libera».

«Per questa ragione sollecitiamo -continua il presidente della Cia- un’intesa a livello parlamentare che, però, deve realmente venire incontro ai gravi problemi degli agricoltori. Non si possono stanziare risorse, peraltro insufficienti, soltanto per dire che la questione è stata affrontata. Questo non ci basta. Vogliamo che l’intervento sia concretamente rispondente alle necessità delle imprese e venga inserito nel decreto anticrisi attualmente in discussione in Parlamento».

«Una cosa, tuttavia, deve essere certa: le risorse per finanziare il Fondo non possono essere la risultanza di una pura sottrazione da altri finanziamenti già previsti per il settore. Non possiamo assistere al classico gioco delle tre carte. Vogliamo una risposta chiara e definitiva. Non si può ulteriormente tergiversare».