16 settembre 2019
Aggiornato 12:00
Quali garanzie per il consumatore dalle nuove regole?

Pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette

Convegno: Mercoledì 15 luglio 2009 (ore 9.00 – 13.00) Palazzo Turati – Sala Consiglio – 1° piano Via Meravigli 9/b – Milano

MILANO - La crisi economico-finanziaria in corso porta con sé un progressivo inasprimento della concorrenza tra le imprese; il consumatore è di conseguenza sollecitato da offerte commerciali che appaiono eccezionalmente vantaggiose. Come tutelarlo nei confronti di possibili pubblicità ingannevoli o pratiche commerciali scorrette? La normativa esiste, ma appare complessa, con difficoltà di interpretazione ed applicazione operativa.

Il 21 settembre del 2007 sono entrati in vigore i decreti legislativi n. 145/2007 e 146/2007 che hanno recepito la direttiva comunitaria 2005/29/CE, introducendo una nuova disciplina della pubblicità ingannevole e comparativa e delle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori. La disciplina ha inteso imporre alle imprese comportamenti virtuosi, non solo in termini di comunicazione pubblicitaria ma, altresì, di ogni tipo di condizionamento della volontà del consumatore-contraente tale da indurlo a stipulare un contratto non programmato o, comunque, a subire condizioni diverse da quelle che dovrebbero essere proprie di una libera negoziazione.

L’attuazione della normativa, sia per gli aspetti di pubblicità ingannevole sia per la repressione delle pratiche commerciali scorrette, è stata affidata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha ora la possibilità di avviare i procedimenti non soltanto in seguito a segnalazioni ma anche d’ufficio. Questo si presenta come un dato assolutamente importante dal punto di vista della tutela dei consumatori, considerato che il ricorso all’Antitrust possiede caratteristiche di competenza, velocità di procedura e di immediatezza della condanna, punti certamente a favore rispetto alla indiscussa lentezza del nostro apparato giudiziario.

Ma il legislatore comunitario ha guardato con interesse anche ad un altro strumento in grado di svolgere fin da subito un’utile funzione non solo per la tutela del consumatore ma anche a vantaggio degli operatori corretti: si tratta dei Codici di buona condotta, elaborati dagli operatori economici tramite le relative associazioni di categoria per generare comportamenti corretti e prevenire attività sleali. Nell’opera di redazione dei codici di autodisciplina possono ricoprire un ruolo fondamentale le Camere di Commercio, in quanto enti super partes nell’ambito della comunità economica.

I lavori del convegno organizzato da Unioncamere Lombardia, con il supporto scientifico di ISDACI – Istituto per lo Studio e la diffusione dell’Arbitrato e del Diritto Commerciale Internazionale - intendono chiarire e approfondire, anche dal punto di vista operativo, la complessa situazione attuale, mediante i contributi dei soggetti maggiormente interessati ai problemi dischiusi dalle pratiche commerciali scorrette e dalla pubblicità ingannevole.