21 settembre 2019
Aggiornato 23:00

«Senza badanti straniere a rischio l'assistenza ai malati»

Il segretario ANAP Menicacci auspica la positiva soluzione del caso delle lavoratrici irregolari

ROMA - «Non regolarizzare la situazione delle badanti straniere aggraverebbe la già delicata situazione dell'assistenza sanitaria a domicilio. La loro posizione va dunque non solo risolta, ma va previsto un periodo di formazione professionale per quanti si dedicano all'assistenza di un anziano o di una persona disabile, soprattutto se malata d'Alzheimer».

L'Associazione nazionale anziani e pensionati (Anap) di Confartigianato persone, attraverso le parole del segretario nazionale Fabio Menicacci, saluta positivamente lo spiraglio d'intesa apertosi tra il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, e quello dell'Interno, Robero Maroni, sulla questione della clandestinità delle badanti straniere. È atteso infatti per i prossimi giorni un emendamento al decreto anticrisi che consentirà alle famiglie (a partire da settembre) di regolarizzare la situazione di colf e badanti in nero, versando per loro i contributi pregressi.

«Secondo i dati Istat - spiega Menicacci - le famiglie con almeno una persona disabile e bisognosa di assistenza, nel 2005, erano 2.384.919. Di queste solo 499.421 usufruiscono di assistenza domiciliare erogata da servizi pubblici. Sono ancora 770.039 le famiglie che avrebbero bisogno di assistenza sanitaria a domicilio, mentre 271.028 non possono contare sull'aiuto di nessuno, neppure in caso di bisogno. Già solo le badanti che assistono i malati di Alzheimer, secondo una stima del Cergas (Centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria, ndr), sono 88.415, pari al 7,8% delle persone straniere che lavorano nel nostro Paese come colf e badanti».

Un provvedimento che intervenga a sanare la situazione di irregolarità di colf e badanti è auspicato dall'Anap anche in considerazione del particolare rapporto di fiducia che deve intercorrere tra badante e assistito. «Non si tratta infatti di un puro e semplice rapporto di lavoro - conclude Menicacci
- l'assistito, soprattutto se anziano, ha bisogno di instaurare una relazione di ³fiducia², quasi di familiarità, nei confronti di coloro che lo assistono. Le carenze del nostro Sistema sanitario nazionale, vengono spesso risolte da quel ³piccolo Stato² che è la famiglia, cui il fenomeno del badandato, affidato a lavoratrici extra-comunitarie, in questi ultimi anni, ha senz'altro dato una mano. Se quest'ultime non fossero regolarizzate, e fossero espulse, si aggraverebbe l'emergenza sanitaria derivante da un già insufficiente supporto di assistenza domiciliare integrata, case di riposo, case albergo e comunità alloggio».