31 marzo 2020
Aggiornato 05:00

Ebinprof: tante storie di vita condominiale premiate a Roma

I portieri e i loro figli si raccontano

ROMA - Si è svolta a Roma, nella biblioteca del Cnel, la consueta cerimonia di consegna delle borse di studio erogate dall’Ebinprof, Ente Bilaterale Nazionale del comparto Proprietari di Fabbricati, costituito da Confedilizia, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil, ai figli dei dipendenti da proprietari di fabbricati (come portieri, pulitori, lavascale ecc.). Nella stessa giornata, per la prima volta, sono stati anche premiati i portieri, provenienti da tutta Italia, che si sono distinti nell’esercizio del loro mestiere per particolari motivi o per anzianità di servizio.

Nel corso della cerimonia – aperta da Parmenio Stroppa e Pier Paolo Bosso (ri-spettivamente vice Presidente e Presidente dell’Ente) – numerosi sono stati gli argomenti trattati dai relatori che via via hanno preso la parola portando il loro contributo per uno svi-luppo positivo del settore (Carlo del Torre per Confedilizia; Mario Piovesan per la Cisl; Man-lio Mazziotta per la Cgil; Parmenio Stroppa per la Uil). Si segnala, inoltre, l’intervento dell’on. Antonio Marzano, Presidente del Cnel, il quale ha evidenziato l’importanza della formazione vista come forma di investimento che tutti possono fare per migliorare la propria realtà.

Tra i presenti premiati (e i loro accompagnatori) molta commozione e molte storie «importanti» raccontante (qualche volta con disinvoltura, altre volte con timidezza) ai micro-foni della giornalista Dania Mondini, che ha coordinato la premiazione.
C’è chi racconta i suoi sogni (Michela vorrebbe fare l’interprete e quindi studia cinese ed arabo); chi ringrazia l’Ebinprof e i genitori (Giuseppe che può studiare senza dover lavorare); chi evidenzia la difficoltà di studiare lontano da casa (Veronica, oggi studentessa fuori sede, nata e cresciuta in un condominio di 60 famiglie dove da 24 anni lavora il padre e dove tutti vivono come una grande famiglia allargata, che sente la mancanza di questo «calore»). Ci sono esempi di integrazione razziale riuscita: c’è Debora, nata in Italia da due genitori filippini, che si sente ed è a pieno titolo italiana; c’è Irina studentessa-portiera venuta dalla Russia che si è laureata ed è anche mamma di due bimbi cui ha dedicato la sua borsa di studio.

Nella seconda parte della cerimonia – relativa alla premiazione dei portieri meritevoli – si segnalano le storie di Gianni (portiere romano che spesso nel suo servizio ha aiutato anziane signore in difficoltà, una delle quali ha anche vissuto con lui e ne ha fatto, poi, un suo erede); di Antonino (portiere palermitano con 32 anni di servizio, segnalato per aver sventato un furto e che tutti nel condominio ormai chiamano «zio Nino»); di Emma (portiera milanese segnalata per la sua enorme disponibilità nei confronti dei condòmini dei quali oramai è diventata un punto importante di riferimento).

La cerimonia di premiazione è stata – come ha sottolineato Pier Paolo Bosso – la giusta sede per celebrare la figura del portiere visto non più come un costo per il fabbricato, ma come un valore aggiunto dello stesso in termini di servizi e di sicurezza, non solo dello stabile cui lo stesso è adibito, ma anche di quelli vicini e dell’intero quartiere.

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