29 marzo 2020
Aggiornato 21:00
APICOLTURA

Moria di api in Calabria e Basilicata

Un video-denuncia di Conapi e dell'Università di Bologna

E' stato girato il 21 maggio scorso nelle provincie di Cosenza e Potenza e dimostra come la moria delle api non sia per niente un problema risolto.

Si tratta di un video impressionante realizzato da Claudio Porrini, ricercatore dell’Università di Bologna e da Andrea Besana, veterinario di Conapi, il Consorzio Nazionale Apicoltori Agricoltori Biologici Italiani, che con i suoi quasi mille soci apicoltori produce e distribuisce direttamente oltre il 20 per cento della produzione nazionale di miele.

Realizzato nella Piana di Sibari in Calabria e nel Metapontino in Basilicata - il cuore, assieme al catanese, del settore agrumicolo italiano - è il frutto di una ispezione a cinque postazioni, per un totale di 150 alveari, nei quali si vedono nettissimi i segni di un avvelenamento di massa. «Siamo stati chiamati a monitorare quanto stava avvenendo dai nostri soci del luogo, intervenendo per un sopralluogo per conto del Gruppo di Pronto Intervento Apenet» spiega Andrea Besana.

Le immagini, oltre alla decimazione delle api, mostrano anche l’insorgere di conseguenti patologie nella covata. «Ci è stato riferito dagli apicoltori del posto – aggiunge il veterinario Conapi - che la situazione è la stessa in tutta la Piana di Sibari, e segnalazioni di morie ci sono giunte anche dalla Sicilia. Non siamo in grado di dire con precisione quali siano le cause, ma è un dato di fatto che abbiamo visto noi stessi che vi erano trattamenti in atto con insetticidi spray, nonostante le residue fioriture attrattive per le api e il fatto che gli apiari erano collocati proprio negli agrumeti. Va ricordato che la Legge Quadro sull'apicoltura e le diverse Leggi Regionali vietano i trattamenti a fiore aperto. Gli apicoltori ci hanno riferito di trattamenti anche nei giorni precedenti, quanto la fioritura era in pieno svolgimento».

Analisi sono attualmente in corso presso l'Istituto Zooprofilattico di Padova, al fine di definire con precisione le cause della moria che ha decimato gli alveari nella zona.

«L'allevamento di api – commenta il presidente Conapi, Diego Pagani - è terzo per importanza economica, in Europa, dopo quelli di bovini e suini. Oltre che per la produzione di miele, è fondamentale anche per il servizio di impollinazione delle colture. Per questo abbiamo scritto recentemente al Ministro Luca Zaia ribadendo che la sofferenza del settore apistico non è un problema esclusivo dell’apicoltura. L’ape infatti è una sentinella della qualità ambientale, il fatto che stia scomparendo dovrebbe metterci in allarme. Per questo è necessario proseguire la battaglia perché l’uso dei neonicotinoidi in agricoltura non costituisca una minaccia per la sopravvivenza delle api. Conapi si già è costituito con successo in due occasioni a fianco del Mipaaf e Unaapi, nei confronti dei ricorsi presentati da Bayer, Syngenta e Basf contro il decreto di sospensione dell'uso dei neonicotinoidi nella concia delle sementi, prima presso il Tar del Lazio ed in seguito al Consiglio di Stato. E' battaglia che deve continuare, anche da parte del Ministero».

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