19 ottobre 2019
Aggiornato 14:30

Cede il 4,5% l’export di calzature italiane nel I bimestre 2009

Sostanziale tenuta in area Ue, nonostante la crisi, e un brusco dietrofront fuori dal perimetro comunitario

ROMA - Un andamento a doppia velocità per l’export di calzature italiane. Con una sostanziale tenuta in area Ue, nonostante la crisi, e un brusco dietrofront fuori dal perimetro comunitario, dove pesano soprattutto le performance negative in Usa e Russia. Sviluppi che, nel primo bimestre 2009, hanno determinato, secondo un’analisi di www.trendcalzaturiero.it basata sui dati Istat, una flessione complessiva dell’export di scarpe made in Italy del 4,5% in valore.

Per un giro d’affari oltre frontiera che, in termini assoluti, è scivolato a 1,31 miliardi di euro, da 1,37 miliardi dello stesso periodo del 2008. Alla dinamica tendenziale negativa, largamente attesa in questa fase recessiva mondiale, ha fatto da contraltare una ripresa dell’export su base mensile, con il dato di febbraio (715,2 milioni di euro) in netta ascesa (+20%) rispetto al risultato di gennaio.

Tornando al cumulato del bimestre, tra i prime market emerge, anno su anno, una crescita del 5% delle esportazioni in Francia (circa 190 milioni di euro), controbilanciata, parzialmente, da un meno 2,8% in Germania (182 milioni).

In Usa, terzo sbocco commerciale, il fatturato (poco più di 100 milioni di euro) ha subito, in questi primi due mesi, una contrazione decisamente più robusta, riducendosi del 24,4% secondo l’Istat. E’ aumentato, di contro, seppure di un frazionale 0,8%, l’export in Svizzera, mentre in Russia, dove la crisi sta avendo gravi ripercussioni anche sul fronte valutario, il giro d’affari si è alleggerito in un anno di quasi il 15%.

Quanto alle importazioni, lo stesso confronto annuale segnala, in questo primo bimestre, una crescita della spesa legata allo shopping all’estero di calzature del 15,3%, che ha portato l’esborso complessivo a ridosso dei 758 milioni di euro.

A guadagnare ancora terreno sul mercato italiano sono stati tutti i principali competitor, ad eccezione della Romania (-6%). L’import dalla Cina, in particolare, ancorata in posizione di testa nel ranking dei fornitori, è cresciuto in questi primi due mesi del 7% circa. Avanti adagio le importazioni dal Vietnam (+2,2%), mentre avanzano a passo nettamente più sostenuto Tunisia, India e Indonesia.

La bilancia commerciale del settore - conclude l’analisi di Trend Calzaturiero - ha chiuso il primo bimestre 2009 con un saldo positivo di 552,4 milioni di euro. Un risultato che suggella il forte peggioramento dei conti con l’estero rispetto all’anno scorso (era a 714,4 milioni l’attivo del gennaio-febbraio 2008), con il surplus valutario decurtato del 22,7%.