12 marzo 2026
Aggiornato 11:39

Lo sfruttamento e lo schiavismo sono ancora un modo di fare impresa nel settore agricolo

Dichiarazioni del Segretario generale della Flai-Cgil Stefania Crogi

ROMA - «Ancora una volta, nella provincia di Foggia, è stato scoperto un casolare fatiscente adibito a vero e proprio lager dove venivano rinchiusi e tenuti in condizioni disumane 42 braccianti agricoli romeni, tra i quali vi sarebbero anche 10 donne.

Questa ennesima scoperta ripropone con violenza il tema delle condizioni di lavoro nel settore agricolo italiano e testimonia come lo schiavismo e lo sfruttamento non si fermino davanti a niente e nessuno e continuino a contraddistinguere un certo modo di fare impresa nel nostro paese.
Questi non sono fenomeni casuali tanto meno residuali ma sono assai radicati, specie in quelle aree del Mezzogiorno dove le istituzioni sono più deboli e le infiltrazioni malavitose più frequenti, e dimostrano come vi sia ancora chi pensa di poter fare profitto violando i principali diritti umani degli uomini e delle donne che lavorano in agricoltura.

Nei prossimi mesi in tutta Italia si svolgeranno massicce campagne di raccolta e saranno centinaia di migliaia i braccianti agricoli in esse impiegati.
Non è assolutamente pensabile che nel corso di queste campagne vi siano ancora altri lavoratori sfruttati e tenuti in condizioni disumane. E’ per questo che chiediamo alle istituzioni a tutti i livelli di svolgere fin da subito un lavoro di prevenzione e di controllo volto a spezzare le catene dello sfruttamento in agricoltura».