13 novembre 2019
Aggiornato 03:00

Auto, Greenpeace a Commissione Ue: Rottamazione? 8 mld sprecati

Lettera a Verheugen: «Non serve ad ambiente, clima o competitività»

BRUXELLES - Il direttore dell'Ufficio europeo di Greenpeace, Jorgo Riss, ha inviato oggi una lettera al commissario Ue alle Imprese, Guenter Verheugen, esprimendo «preoccupazione» e criticando duramente come «uno spreco di denaro» i regimi di rottamazione delle auto in corso di attuazione in molti Stati membri. Secondo l'organizzazione ambientalista internazionale, pur costando «più di 8 miliardi di euro ai contribuenti europei», i regimi di rottamazione «non aumenteranno la competitività del settore auto, né porteranno benefici al clima, all'ambiente o alla sicurezza stradale».

«I regimi di rottamazione servono solo a dissimulare il principale problema che l'industria dell'auto ha oggi: la sovraccapacità», ovvero una capacità produttiva eccessiva e non corrispondente alle richieste del mercato, scrive Riss nella lettera. «Tutto quello che probabilmente si riuscirà a conseguire sarà di ammortizzare l'attuale calo delle vendite, innescando un tracollo anche maggiore negli anni a venire. Se il problema della sovraccapacità non è affrontato oggi - insiste il direttore dell'Ufficio europeo di Greenpeace - , il settore subirà difficoltà ancora più profonde in futuro».

Le critiche di Greenpeace si focalizzano sul fatto che in nessuno dei regimi di nazionali di incentivazione della sostituzione delle auto private vecchie con auto nuove è prevista la condizione che queste ultime siano più eco-compatibili e producano meno emissioni. Una condizione del genere avrebbe potuto essere suggerita, se non imposta, dalla Commissione europea, che tuttavia non ha voluto intervenire con misure comunitarie di armonizzazione, e si è limitata a garantire il 'coordinamento' fra le misure nazionali e la loro compatibilità con le regole Ue del mercato unico e della concorrenza. «Questi regimi sono spesso etichettati come misure 'verdi', ma non c'è alcuna garanzia che ogni modello venduto sarà più pulito dell'auto che viene rottamata» per poter beneficiare degli incentivi, obietta Riss, osservando che «una vecchia Fiat Punto potrebbe essere rottamata e sostituita da una Range Rover che emette il triplo del CO2».

Secondo Greenpeace, «l'industria dell'auto sta utilizzando i regimi di rottamazione per sbarazzarsi dei propri vecchi stock di modelli di standard inferiori, sapendo che le norme Ue più rigorose contro l'inquinamento entreranno in vigore a settembre». In questo modo, paradossalmente, «il denaro dei contribuenti viene usato per mettere in circolazione auto più inquinanti» di quelle che sarebbero vendute se non vi fossero queste misure di incentivazione cosiddette «verdi», spiega Riss.

Greenpeace chiede perciò al commissario europeo all'Industria di pronunciarsi «contro i regimi di rottamazione nazionali che siano in conflitto con le politiche Ue sul clima, sull'ambiente e sui trasporti», e di elaborare delle raccomandazioni ai governi dei Ventisette affinché adottino misure di incentivazione davvero «verdi» nel settore auto, e investano nel campo dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili e dei trasporti pubblici.