5 giugno 2020
Aggiornato 07:00
L’Economia reale della terra

Inaugurata la 44^ edizione di Agriest

Appuntamento a Udine Fiere fino a lunedì 26 gennaio. Dalla meccanica agraria all’enologia alla zootecnia negli stand dei 250 espositori

UDINE - L’atmosfera che si respira a Udine Fiere in questi giorni è pervasa da un certo ottimismo, meglio da un ritrovato dinamismo e da una fiducia in qualcosa di antico, di fondamentale: il contesto è quello di Agriest, fiera nazionale inaugurata oggi venerdì 23 gennaio, il motivo è l’agricoltura in tutte le sue declinazioni e funzioni, così come sono state sviscerate dal convegno d’apertura promosso dalla Direzione regionale alle risorse agricole e forestali dal titolo «Senza terra! I rischi di una pianificazione territoriale poco ragionata per lo sviluppo rurale».

Un titolo forte per ricordare – prima che sia troppo tardi - che il settore primario è strumento di controllo e salvaguardia del territorio; che il mondo rurale è la base di tutto, e che l’agricoltura non è solo la colonna vertebrale dell’economia del nostro passato, ma si propone anche come ancora di salvezza in questo momento di chiari di luna finanziari. Quella della terra è un’economia reale, dove non esistono fondi spazzatura o speculazioni di stampo finanziario: concetto si cui si sono allineati  i vari interventi d’apertura, da quello del Presidente di Udine Gorizia Fiere Sergio Zanirato, sottolineando come nel panorama fieristico regionale e Triveneto Agriest presidia al meglio e da ben 44 edizioni di consolidato successo il settore dell’agricoltura, a quello dello sponsor storico della manifestazione, le Banche di Credito Cooperativo, rappresentate dal Presidente della Federazione regionale Giuseppe Graffi Brunoro. Come ha sottolineato il moderatore dei lavori, il giornalista del Messaggero Veneto Giuseppe Longo, il convegno è stato un grande e aggiornato affresco della situazione e delle grandi problematiche che riguardano l’agricoltura, una panoramica resa possibile dai contributi portati anche Luca Bulfone, Direttore centrale della Direzione regionale agricoltura, Giulio Colomba, Presidente del Comitato dei Garanti di Slow Food, Corrado Barberis, Presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale e Federica Seganti, Assessore regionale alla pianificazione territoriale. Riflessioni, suggerimenti, analisi, proposte e progetti che ora si tratterà di rendere attuabili e concreti attraverso le misure e gli strumenti economici finanziari e amministrativi e attraverso un inevitabile raccordo con la pianificazione territoriale ed urbanistica, soprattutto in previsione delle grandi opere come la terza corsia dell’A4, il Corridoio 5, gli elettrodotti…che, seppur utili, rischiano di compromettere gli equilibri ambientali del nostro territorio. 

«In questi casi – ha affermato l’Assessore regionale all’agricoltura Claudio Violino - è opportuno ragionare con lucidità senza dogmi o posizioni pregiudiziali. Non  si tratta di arrestare lo sviluppo e quindi ben vengano quelle infrastrutture che garantiscono un salto di qualità per la popolazione, ma a una condizione precisa:

il fattore terra è un patrimonio da non disperdere. Non possiamo permetterci di lasciarci sfuggire altro terreno dal punto di vista urbanistico. Negli ultimi 20 anni circa il 25% dell’area rurale è stata sacrificata sull’altare del progresso. Nei vari piani regolatori comunali, così come nella pianificazione a livelli più elevati, il valore del suolo viene considerato di basso profilo. Le aree a destinazione agricola vengono assegnate come aree residuali solo dopo la spartizione delle zone più appetite e catalogate come residenziali, artigianali, industriali, viarie etc.. Quello che rimane – le briciole - è agricolo.  Il paesaggio rurale entra quindi in crisi nel momento in cui subisce una sregolata espansione delle città e si trova costretto ad assistere alla proliferazione di infrastrutture e cementificazioni selvagge».

Al termine del convegno, al quale hanno preso parte, tra le autorità, il vice prefetto di Udine Francesco Palazzolo, l’Assessore provinciale Daniele Macorig, il Sindaco di Udine Furio Honsell, l’Amministratore Delegato Claudio Gottardo e il Direttore di Udine Gorizia Fiere Maurizio Tripani  e numerosi operatori e rappresentanti di categoria, è seguito il tradizionale tagli del nastro e la visita agli stand dei 250 espositori. Agriest resterà aperta fino a lunedì 26 gennaio, dalle ore 9.30 alle 18.30, offrendo uno spaccato della tecnologia e dell’innovazione applicate alla meccanica agraria, viticoltura ed enologia dalla coltivazione della vite al confezionamento del prodotto, mangimi, foraggi e prodotti zootecnici, chimica agraria, sementi, vivaistica, edilizia rurale ed editoria specializzata.

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