24 agosto 2019
Aggiornato 13:00

Social Card, D'Antoni: «Problema è inadeguatezza strumento»

«La polemica sulla distribuzione delle cosiddette carte acquisti rischia di celare un unico vero problema: le tessere in circolazione sono poche, inadeguate e mal funzionanti. Tutti gli incapienti, vivano a Cuneo come a Palermo, vanno aiutati con il massimo della concretezza e senza esitazioni. È questo il vero nodo: la social card non è lo strumento giusto per rispondere a questa emergenza».

Lo afferma Sergio D’Antoni, responsabile Mezzogiorno del Partito democratico. «Assolutamente insopportabili, poi, le lacrime di coccodrillo della Lega. Il Carroccio non perde occasione per colpire le fasce deboli del Mezzogiorno e, come sempre, tira fuori a sproposito le parole ‘assistenzialismo’ e ‘privilegi’. Ma di cosa parlano? La povertà è un privilegio? Ci siamo già dimenticati del rapporto Istat che denuncia condizioni al di sotto della soglia di povertà per una famiglia meridionale su quattro? E dove erano i ‘lumbard’ quando il ministro Tremonti varava il decreto anticrisi tra i peana dei loro esponenti di governo? Il dramma della povertà non può essere strumentalizzato né può essere fronteggiato a colpi di slogan.

La social card è stata finora distribuita solo a un quarto degli aventi diritto, che nella maggioranza dei casi si trovano a fare i conti con una carta scarica. Sono sempre di più le segnalazioni di persone costrette almeno una volta a riconsegnare la merce che intendevano acquistare. Una mortificazione di fronte alla quale tutti gli ideatori di questa tessera dovrebbero vergognarsi».