19 maggio 2024
Aggiornato 14:00
Ancora polemiche sulla social card

Politica ‘compassionevole’ esclude nord

Lo dichiara il ministro ombra delle Infrastrutture, Andrea Martella che aggiunge: «Lega con due piedi in una scarpa»

«Non passa giorno senza che vengano fuori nuovi e strani numeri sugli effetti della ‘trovata’ Social card. Dopo che nei giorni scorsi si è smascherato il fallimento della gestione, con i cittadini sottoposti ad una vera e propria via crucis, l’inefficace distribuzione prima e la mancata ricarica poi, oggi un importante quotidiano pubblica la fotografia puntuale della ricaduta nel Paese di una misura che da subito il Pd ha denunciato come inadeguata e iniqua».

Lo dichiara il ministro ombra delle Infrastrutture, Andrea Martella.

«Come volevasi dimostrare – continua Martella –, la combinazione disposta di criteri estremamente restrittivi e chiara volontà di non muovere un dito per le fasce medio basse e medie, ha escluso dal beneficio la gran parte delle famiglie disagiate del Nord, a dimostrazione dell’iniquità della politica ‘compassionevole’ e non mirata ad interventi strutturali».

«E’ sbagliato confondere assistenza e sostegno – sottolinea il deputato del Pd –. Ben venga l’aiuto ai più poveri, magari con interventi meno farraginosi e agevoli, ma questo non può e non deve escludere il sostegno ai redditi di fascia medio bassa e media, che stanno entrando in sofferenza a causa della crisi. L’unico strumento che può dare un reale sostegno anche alle famiglie con redditi medio bassi e medi è la riduzione della pressione fiscale che non ghettizzi i poverissimi e che dia risposte tagliate sulle reali esigenze. I dati diffusi oggi dall’Ue su deficit, debito pubblico e disoccupazione in Italia dimostrano ancora una volta e in maniera drammatica quanto tali interventi siano oggi urgentissimi».

«Ciò che sorprende è come la Lega abbia potuto accettare che si intervenisse con uno strumento come la Social card di cui erano da subito palesemente evidenti le conseguenze, prima fra tutte l’esclusione de facto del disagio del Nord, per sua natura più diversificato e complesso e fatto non solo di redditi ma anche di costo della vita. «A Bossi diciamo – conclude Martella – che stare con due piedi in una scarpa alla lunga non paga. Un partito o è di lotta o è di governo e i cittadini del Nord, siamo certi, cominciano a capirlo».