1 giugno 2020
Aggiornato 11:30
Legge 104/92

Precisazioni del Ministro Brunetta sulla legge 104/92

In riferimento alle dichiarazioni di alcuni parlamentari sull’emendamento riguardante la legge 104/92

Con riferimento alle dichiarazioni di alcuni parlamentari sull’emendamento proposto dal ministro Brunetta riguardante la legge 104/92 si precisa quanto segue:

La proposta concerne in particolare:

1. una nuova individuazione delle categorie dei soggetti legittimati alla fruizione dei permessi (viene infatti previsto espressamente che essi spettano anche al coniuge della persona con handicap grave; inoltre, sono riconosciuti ai parenti o affini entro il secondo grado conviventi, salvo che il coniuge o il genitore della persona con handicap grave manchino o siano deceduti o siano invalidi, nel qual caso spettano ai parenti o affini entro il terzo grado; rimane fermo il riconoscimento dei permessi ai parenti o affini entro il terzo grado non conviventi che assistono in via continuativa ed esclusiva la persona diversamente abile );

2. la specificazione che i permessi possono essere fruiti da un unico dipendente per l’assistenza al medesimo soggetto portatore di handicap grave;

3. l’introduzione di una sanzione a carico del lavoratore per il caso in cui dagli accertamenti effettuati emerga che questi è privo dei requisiti di legittimazione per la fruizione dei permessi (la sanzione consiste in particolare nella decadenza dalle agevolazioni);

4. l’istituzione di una banca dati presso il Dipartimento della funzione pubblica, che raccolga i dati comunicati dalle pubbliche amministrazioni relativi ai permessi fruiti dai pubblici dipendenti; le finalità della banca dati sono quelle di monitoraggio e controllo della fruizione dei permessi nel settore pubblico.

L’iniziativa normativa risponde all’esigenza di evitare un utilizzo improprio dei permessi per legge n. 104 del 1992 senza penalizzare i soggetti portatori di handicap grave, che sono i reali destinatari delle agevolazioni e che hanno bisogno di un’assistenza continuativa. Queste agevolazioni sono accordate ai diretti interessati (i portatori di handicap grave) ed anche ai loro famigliari, ma sempre e solo in funzione e strumentalmente al beneficio del soggetto portatore di handicap.
In tale ottica, si intende individuare la cerchia di famigliari che realmente, per la loro vicinanza al soggetto diversamente abile, sono in grado di prestare l’assistenza continuativa di cui egli ha bisogno, evitando che i permessi siano chiesti ed accordati in favore di dipendenti che non si trovano in questa situazione e per i quali si possono quindi verificare degli abusi con dispendio di denaro pubblico.

Commenta il Ministro Brunetta: «Come si può affermare che l’emendamento riduce l’assistenza in famiglia? »

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