5 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Presidente del Comitato di programma di COM-PA 2008

Intervento conclusivo di Stefano Rolando

Una straordinaria convergenza di soggetti nel pluralismo del sistema si è formata attorno all'evento. Essa si stabilizza in una rete per la comunicazione di pubblica utilità che prende il nome di Arena Civile

Intervenendo nelle conclusioni del Forum che ha caratterizzato il cuore dei dibattiti nella convegnistica delle tre giornate milanesi di COM-PA 2008, Stefano Rolando - segretario generale di Fondazione Università IULM e  presidente del Comitato di programma di COM-PA 2008 - ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile il successo culturale, politico e professionale di questo primo «laboratorio del cambiamento del modo di raccontarsi di una professione all'interno di un più generale cambiamento del rapporto tra istituzioni e società».

Questa la sintesi dell'intervento.

«Non è mio compito fare trionfalismo sui numeri. Il compito che Fiera  Milano ha assegnato ad una vasta rete di soggetti universitari, associativi e istituzionali che ha tracciato - con il coordinamento di Fondazione IULM presieduta da Giovanni Puglisi - la tematica sostanziale e gli eventi nelle tre giornate, con un tempo cortissimo perché di fatto si è usciti dal clima di inibizioni solo il 13 settembre, è stato di tipo qualitativo. Constato però che la presenza dei rappresentanti politico-istituzionali è stata alta e costante. Il governo presente il primo giorno con il ministro Andrea Ronchi (per il carattere europeo del salone), il secondo giorno  con il Ministro per l'attuazione del programma Gianfranco Rotondi, il terzo giorno  (dedicato alla comunicazione per la competitività internazionale) con il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica. L'opposizione con la presenza all'apertura del ministro ombra per la P.A. Linda Lanzillotta e in chiusura del presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Francesco Rutelli. Le istituzioni territoriali continuamente presenti nelle tre giornate a cominciare dal primo giorno con il Sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni, il presidente di Fondazione Fiera Milano Luigi Roth e i rappresentanti di Provincia di Milano e Camera di Commercio. Insieme a loro rappresentanti di decine di amministrazioni territoriali di tutta Italia. E soprattutto  una nuova generazione di operatori nella comunicazione, negli urp, nei siti, negli uffici stampa di molti soggetti pubblici. Messaggi di merito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del ministro per la P.A. Renato Brunetta.
In secondo luogo su 400 relatori complessivamente annunciati (di cui un trentina dall'Europa, dagli Stati Uniti e dall'America Latina, tra di essi un nutrito numero di direttori generali della comunicazione dei governi europei, i rappresentanti delle istituzioni comunitarie e il presidente della Federazione europea delle associazioni di comunicazione pubblica, oltre a «maestri» di atenei internazionali di scienze della comunicazione) c'è stata una minima dispersione, fisiologica in questo genere di eventi, del 5-6%. Gli atelier sono stati molto partecipati, quelli tecnico-professionali anche affollati. 20 moduli formativi proposti da Scuola di Comunicazione IULM, gestendo l'offerta formativa di atenei e scuole di alta formazione, sono andati a break-even e vi è richiesta per duplicarli. Massiccia e qualificata la presenza delle Forze armate e delle Forze dell'ordine.

I premi che vengono riconosciuti agli espositori sono stati discussi da una commissione costituita dai presidenti di tutte le associazioni professionali della comunicazione italiana. Veri esperti tecnici estranei a opzioni politiche o di interessi in campo che hanno con indipendenza discusso con passione sull'innovazione, il portato sociale e il contenuto comunicativo della rappresentazione che il padiglione 6 di Fiera Milano - integralmente riempito - ha espresso.

Una vera differenza rispetto al passato - lo si è colto dalla testimonianza dei responsabili degli stand più in dialogo con la società e l'impresa - è stata quella del pubblico qualificato. Anche se al Salone sono venute molte scuole,  questa volta molti operatori di impresa, di associazioni professionali e della rete di piccole amministrazioni hanno accolto il dialogo mirato su di loro di molti espositori. E questo aspetto è un dato del portato particolare dell'abitudine del sistema operativo e produttivo milanese di utilizzare pienamente la potenzialità delle proposte fieristiche. Importanti i dialoghi nel Forum e nello Spazio meeting tra rappresentanti di istituzioni (a tutti i livelli di responsabilità), con esponenti associativi e del sistema di impresa (come Assolombarda, i sindacati, Cittadinanzattiva, ma anche come singoli soggetti economici). Forte la presenza dei soggetti universitari, con rettori, docenti, ricercatori, studiosi internazionali.  Non faccio l'elenco dei temi di attualità in  particolare toccati: è la vera e propria agenda setting di questi ultimi mesi  che ha visto confronti liberi spesso mediati da giornalisti di vaglia (gratitudine va in tal senso alla direzione dell'Ansa e del Sole 24 ore che sono stati partner mediatici di molti eventi)».

Per quanto riguarda la rete dei soggetti «che ha dato vita con generosità e intelligenza al programma», il prof. Rolando ha annunciato la costituzione di tali soggetti in rete permanente attraverso la proposta di costituzione de L'Arena civile-Rete per la comunicazione di pubblica utilità che si candida a un percorso di eventi e iniziative, tra cui quella di sostegno alla progettazione di contenuti per saloni, fiere,  grandi eventi e progetti formativi. Oltre a istituzioni, associazioni, atenei  e l' Osservatorio sulla comunicazione di pubblica utilità di Fondazione IULM (che svolge compiti di coordinamento) sei riviste scientifiche costituiscono il comitato promotore dell'iniziativa. Sono Rivista italiana di comunicazione pubblica, Problemi dell'Informazione, Queste Istituzioni, Micro&Macro Marketing, Com.Pol-Comunicazione Politica, Economia della Cultura.
«Ho sentito il dovere - ha concluso Stefano Rolando - di svolgere il compito di catalizzatore di questa rete, accettando di intervenire in una fase di criticità per assicurare continuità e credo anche qualità alla programmazione. Chi ha davvero a cuore le sorti di questo salone dovrebbe serenamente capire che cosa è successo. Sono certo che presto la rete esprimerà nuovi rappresentanti. Appena vi saranno le condizioni di stabilità - quindi dopo l' assetto di questa rete e dopo un serio seminario di programmazione - si esprimeranno le responsabilità per assicurare continuità allo straordinario lavoro di intesa e di collaborazione che si è stabilito in questa occasione e che non va disperso. Milano, comunque, come hanno dichiarato i suoi maggiori rappresentanti istituzionali,  ha cominciato un suo dialogo serio e consapevole con questo sistema che ha presentato non risvolti autorerefenziali o recriminatori ma ha offerto un contributo al dialogo su grandi nodi civili del paese. Dialogo che darà risultati importanti e consoliderà ogni aspettativa».

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