19 maggio 2024
Aggiornato 13:30
I fatti del Buongoverno

La social card per i più deboli

La carta prepagata metterà a disposizione dei più deboli 480 euro in un anno

Entro pochi giorni l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale completerà l’invio delle lettere con le quali si comunica a oltre un milione di italiani in disagiate condizioni economiche l’avvio dell’operazione «social card», la carta prepagata che metterà a disposizione dei più deboli 480 euro in un anno. Con la lettera, gli aventi diritto si recheranno alle poste e compileranno un modulo. Ai primi di dicembre avranno la carta. Procedure burocratiche ridotte all’indispensabile, notevole rapidità per un’operazione di una certa complessità: il governo mantiene gli impegni e rispetta le tabelle di marcia.

L’esecutivo di centrodestra ha ricevuto dal governo delle sinistre un’eredità disastrosa e sta affrontando con determinazione e intelligenza una crisi finanziaria globale senza precedenti, tuttavia ha reso disponibili meccanismi e risorse per aiutare concretamente chi deve affrontare la quotidiana fatica di vivere con redditi insufficienti.
Il governo con una tempestività che gli italiani hanno apprezzato ha detassato la prima casa (abolizione dell’Ici) e parte dei redditi da lavoro dipendente (straordinari e premi di produttività), ma non poteva ignorare quei cittadini usciti dal mondo del lavoro che fanno realmente fatica ad arrivare alla fine del mese. Da questa volontà è nata la «social card», un provvedimento innovativo, inconsueto nel nostro welfare.

Si tratta di una carta prepagata, che viene ricaricata di 80 euro ogni due mesi, spendibile nei supermercato convenzionati che praticheranno degli sconti. Potrà essere usata anche per pagare le bollette energetiche e, pure in questo caso, ci saranno sconti. La carta è anonima ed è riconoscibile soltanto dalla banda magnetica: il meccanismo è simile a quello del codice segreto del bancomat. Così si garantiscono la privacy e la dignità di chi ne usufruisce.
Avranno la carta i cittadini italiani di almeno 65 anni che non abbiano un reddito annuo superiore ai 6.000 euro; ne usufruiranno anche le famiglie che abbiano figli di età inferiore ai 3 anni e redditi bassi.
La platea dei fruitori della carta è destinata ad allargarsi. Il governo Berlusconi intende estendere il provvedimento ai pensionati che pur avendo un reddito superiore ai 6.000 euro siano tuttavia in condizioni di disagio. La card sarà estesa anche alle famiglie il cui reddito, pur superiore alla prima soglia indicata, è però insufficiente. Gli appartenenti ai ceti economicamente più deboli non saranno abbandonati. Il fondo che alimenta la social card attualmente ammonta a 500 milioni di euro, ma si prevede che aumenterà.

Nella stessa direzione di socialità e di solidarietà vera, e anche di sostegno alle imprese, va un altro provvedimento adottato ieri dal governo. Dai produttori di parmigiano reggiano e di grana padano – che attraversano una grave crisi - saranno acquistate duecentomila forme di formaggio, che saranno distribuite ai meno abbienti. L’operazione impegnerà oltre 20 milioni di euro.
Si progettano e si realizzano interventi diretti, concreti per sostenere anziani e famiglie in difficoltà. L’opposizione, ormai presa dall’ansia pizzaiola, cerca di sminuirne l’importanza, ma è una fatica vana. Il governo Berlusconi dimostra coi fatti di voler sostenere quei cittadini che il governo Prodi aveva tartassato con la sua politica di oppressione fiscale. Le misure fin qui adottate, inoltre, sono soltanto i primi segnali di una svolta, il cui obiettivo è quello di sostenere sempre più e meglio gli italiani che hanno bisogno.