16 settembre 2019
Aggiornato 02:30
VIII Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio

La crisi non spinge gli OGM, cresce l’opposizione

E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine sulle abitudini alimentari dopo l’esplosione della crisi finanziaria, realizzata da Coldiretti-Swg

Nonostante la crisi finanziaria e l’emergenza alimentare la grande maggioranza dei cittadini non giudica la diffusione degli organismi geneticamente modificati una soluzione positiva e al contrario si rafforza l’opposizione da parte degli italiani (+ 5,2 per cento).

E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine sulle abitudini alimentari dopo l’esplosione della crisi finanziaria, realizzata da Coldiretti- Swg presentata nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio. Quasi tre italiani su quattro che esprimono una opinione (72 per cento) ritengono - sottolinea la Coldiretti - che i cibi con organismi geneticamente modificati sono meno salutari di quelli tradizionali.

«Le coltivazioni Ogm nel mondo non solo non hanno risolto il problema della fame, ma hanno anche aggravato la dipendenza economica dall'estero di molti Paesi in via di Sviluppo» afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che «l’Italia con i primati conquistati qualitativi e nella sicurezza alimentare nell’agroalimentare ha peraltro una ragione piu' per rispettare il principio della precauzione nei confronti dei consumatori che mostrano una forte opposizione agli Ogm in agricoltura».

I PRIMATI DELL’AGROALIMENTARE MADE IN ITALY
L'agricoltura italiana ha fatto la scelta di una campagna libera da organismi geneticamente modificati, che ha conquistato:
• la leadership europea nel biologico. In Italia - riferisce la Coldiretti - si trovano un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell'Unione superando il milione di ettari ( 1.067.101,66 ettari ) con 49.859 imprese agricole.
• la leadership europea nei prodotti tipici. Sono 173 i prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione Europea
• Un ruolo di primissimo piano in campo enologico. Sono 487 - precisa la Coldiretti – i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 35 Docg e 136 Igt pari ad oltre il 60% della produzione vinicola nazionale)
• Il record del 99 per cento di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge, riconosce il primato della sanità e sicurezza alimentare del made in Italy alimentare.
• la leadership conquistata nelle produzione di frutta, verdura, pasta, vino e il posto d’onore nell’ olio che sono alla base della dieta mediterranea che secondo recenti studi è in grado di ridurre del 9 per cento i casi di mortalità

Fonte: Elaborazione Coldiretti